Napoli sepolta dall'immondizia. Nonostante le promesse

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il 28 ottobre aveva detto che in tre giorni la città sarebbe stata ripulita.
Ma oggi il capoluogo campano si è risvegliato sotto 2200 tonnellate di rifiuti.
E a Giugliano cresce la tensione.  Nonostante la promessa di Silvio Berlusconi ("Risolveremo il problema in tre giorni") è ancora lontana dalla soluzione la crisi rifiuti a Napoli e provincia.
Oggi, lunedì 1 novembre, la città si è svegliata con ben 2200 tonnellate in strada.
E le immagini che si ripetono lungo le diverse zone sono sempre le stesse: cumuli, enormi, che coprono interi tratti di strada.
Le proteste in corso a Giugliano (Napoli), contro lo scaricamento nel sito di Taverna del Re, stanno nettamente rallentando le operazioni di raccolta.
Napoli sepolta sotto 2200 tonnellate di immondizia GIUGLIANO - Stavolta il miracolo sembra avvenuto al contrario.
Con una marea montante di immondizia su marciapiedi e portoni, la moltiplicazione dei fronti di rivolta e dei conflitti istituzionali.
"Tre giorni ancora e Napoli sarà pulita", aveva assicurato il premier Berlusconi giovedì, giorno del ritorno sulla scena dei rifiuti, nel termovalorizzatore di Acerra.
Scaduto ampiamente il termine, la situazione precipita a Napoli e appare gravissima in provincia.
Ma la Protezione civile saluta e se ne va.
Seimila tonnellate restano complessivamente in strada, mentre continuano gli scontri e i disordini.
Dinanzi all'impianto di Taverna del Re, temporaneamente riaperto a Giugliano, si contano quattro feriti: un carabiniere contuso negli scontri, due autisti di compattatori picchiati dalla folla e, il più grave, un ragioniere di 38 anni a cui un poliziotto ha spaccato il setto nasale.
È da questo inferno, con i cittadini tornati ovunque sul piede di guerra, che si dilegua con mossa fulminea lo staff del sottosegretario Guido Bertolaso.
Il capo della Protezione civile, spiega in una nota che essendo ormai "esaurito il suo compito" nella definizione della sola questione Terzigno (con la firma dei 18 sindaci dell'area), è tempo di andare.
Certo, dopo aver passato nel pomeriggio, nella Prefettura di Napoli, "tutte le iniziative tecniche e operative utili" affinché gli enti locali competenti operino "nelle migliori condizioni".
Tocca dunque a Regione, Provincia e Comune di Napoli, arrivederci.
Risultato: qualche istante dopo l'annuncio, in serata, ecco l'Sos drammatico del vertice della Provincia di Napoli.
"Cava Sari, a Terzigno, almeno quella, deve riaprire.
Ogni giorno è buono, così non possiamo farcela", ammonisce il [...]

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