Narciso: il fiore che stordisce

Il narciso: dalle origini del nome al suo significato.
Narciso: le origini del suo nome.
Il nome di questo fiore appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae deriva dal greco e significa stordimento.
La leggenda vuole che la nascita di questo fiore sia avvenuta nel luogo dove il mitico Narciso morì dopo aver visto riflessa la sua immagine nell'acqua.
Si tratta di un fiore bulboso, che presenta parti velenose sia nel bulbo che nelle foglie lineari.
L'alcaloide velenoso presente nel narciso è la narcisina e, se ingerita, può provocare la morte nel giro di ventiquattro ore.
Le specie selvatiche di questo fiore sono originarie dell'Europa, del Nord Africa e di alcune zone dell'Asia e con i loro sgargianti colori annunciano la primavera.
Dal bacino mediterraneo all'alta montagna rallegrano e preannunciano l'arrivo della bella stagione con i loro fiori a trombetta con sei petali, che in alcune varietà emanano un inebriante profumo.
Coltivare i narcisi.
I bulbi dei narcisi vanno messi a dimora a circa dieci centimetri di profondità nel periodo autunnale, fra settembre e dicembre, in un terreno ricco e in posizione soleggiata.
Contrariamente a molti altri bulbi il narciso sopporta molto bene l'umidità invernale e la siccità estiva, non richiedendo quindi molta manutenzione.
I suoi bulbi, nelle zone dove l'inverno non presenta gelate persistenti, possono essere lasciati a dimora anche nel terreno.
In questo modo i bulbi dei narcisi hanno la possibilità di moltiplicarsi, regalando ogni anno un numero sempre maggiore di fiori.
La siccità estiva favorirà la formazione dei bottoni floreali.
L'unica accortezza che richiedono è l'asportazione delle foglie secche e dei fiori quando si presentano ormai appassiti, per evitare che la formazione dei semi affatichi il bulbo.
Regalare narcisi.
Nel linguaggio dei fiori il narciso rappresenta autostima, vanità ed incapacità di amare gli altri.
Questo significato prende origine dalla mitologia, associando il fiore al bellissimo e vanitoso pastore Narciso che era destinato a potersi innamorare solo della sua immagine riflessa.
Quando si chinò su un ruscello per bere dell'acqua fu proprio la sua immagine a farlo cercare di baciare l'acqua e, non potendo riuscirci, si trafisse il cuore con una spada.
Nel punto in cui, secondo quanto narrato dal poeta e drammaturgo greco Ovidio,  accadde questo fatto la leggenda vuole che, da una goccia del suo sangue, sia sbocciato il primo fiore che proprio da lui ha preso il nome.

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