Nasce un gruppo di aiuto per i clienti delle lucciole

VICENZA - La prostituzione vista dal cliente.
Un aspetto inusuale, ma non per questo meno problematico, che comporta un disagio anche patologico da parte di chi si rivolge al sesso a pagamento.
I clienti delle lucciole, mantenendo l'anonimato, hanno ora uno sportello per denunciare la sofferenza psicologica, per sfogarsi, per aiutarsi e per aiutare le giovani donne sfruttate.
L'iniziativa è della Caritas diocesana di Vicenza che prende il nome di "gruppo di auto-mutuo aiuto" e rappresenta il primo tentativo in Italia di affrontare l'altra faccia del problema legato al mondo del sesso a pagamento.
Supportato da Comune, Provincia e Regione il nuovo sportello dispone di un numero di cellulare (348 8860 498 al quale inviare un "sms") e una casella di posta elettronica (parliamone@assieme.vicenza.it ) cui rivolgersi per usufruire del servizio.
Un'attività, autofinanziata, già confortata dai primi contatti e dai primi positivi risultati anche in termini di "riabilitazione" di giovani donne.
"Non è più possibile affrontare il problema della prostituzione coatta" ha detto il direttore della Caritas vicentina don Giovanni Sandonà "senza analizzare e aiutare i clienti delle prostitute".
Nessuna criminalizzazione ma una mano tesa verso "migliaia di persone ignorate" ha sostenuto ancora don Giovanni "sia come fenomeno sociale che come forma di disagio".
L'approccio al servizio è facile e anonimo ed è già stato affrontato da molti uomini, in parte giovani, desiderosi di voler aiutare le ragazze incontrate.
- Pubblicità - Il nuovo gruppo di aiuto della Caritas si affianca e integra l'attività di prevenzione e accoglienza per le prostitute avviato dall'organismo diocesano berico dal 1999.
Un progetto battezzato "Tutela donna in situazione di prostituzione coatta", che lo scorso anno ha permesso 228 contatti con ragazze motivate a uscire dalla schiavitù: 67 di queste hanno accettato un percorso di reinserimento, 34 hanno ottenuto il permesso di soggiorno inserendosi nel mondo del lavoro.

Leggi tutto l'articolo