Negoziazione: transazione, arbitrato, mediazione.

Introduzione alla Mediazione La negoziazione rappresenta la forma più evoluta di coordinamento fra gli esseri umani, è possibile se vi sono due o più parti negoziali portatori di differenti interessi ed è finalizzata al raggiungimento di un accordo vantaggioso.
E’ uno strumento dal quale è possibile, decifrando le divergenze, creare valore.
Accade tuttavia che, nel corso della transazione, le parti arrivino ad un vicolo cieco ed il negoziato non possa progredire.
In tali circostanze la transazione si presenta difficile e per la prosecuzione delle trattative è possibile utilizzare una terza parte, in grado di sbloccare la situazione.
All’interno di una dinamica negoziale “le terze parti” che possono essere chiamate in causa sono sostanzialmente il negoziatore, il mediatore e l’arbitro.
La differenza tra arbitrato e transazione, e mediazione non è di poco conto.
Nell’arbitrato le persone cercano una soluzione, con l'aiuto di un terzo neutrale che, sentite le parti, decide per loro.
L’arbitraggio non incoraggia le parti a cercare una soluzione, a impegnarsi responsabilmente nel ricercare un accordo negoziato a assumere atteggiamenti cooperativi.
Nella transazione si cerca un compromesso intorno alle posizioni dei contraenti.
Si tratta più che altro di una scomposizione che verte più sulle pretese, che sui reali motivi delle stesse.
Il negoziatore riferisce le volontà delle parti e, per le decisioni ad esse, si deve rivolgere.
Cercherò di chiarire con un esempio.
In casa ci sono quattro mele, Gina vuole fare una torta, ma Pina, la sorella, vuole fare l’impacco.
Per fare la torta serve la polpa,  mentre per l’impacco occorre la buccia.
Entrambe vogliono le mele.
Arriva la mamma, (arbitro), sente che non si accordano, si stanca e consegna due mele a Gina e due a Pina… le mele ora sembrerebbero “equamente” divise ma ne Gina ne Pina, sono contente ed entrambe non possono soddisfare i loro “bisogni”.
La mediazione si presenta come un’alternativa rispetto alla conciliazione (arbitrato e transazione), poiché prevede che le parti vengano, sollecitate a raggiungere un accordo che però deve essere liberamente disposto dalle stesse.
La figura del mediatore, rispetto alla figura dell’arbitro facilita la collaborazione fra le parti, il reciproco ascolto, non favorisce la delega ma sollecita l’assunzione della responsabilità ed incoraggia le parti affinché raggiungano un accordo, soddisfacente per entrambi: la polpa a Gina per fare la torta ; la buccia a Pina per fare l’impacco continua..
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