Nel corso dell’estate sono usciti due libretti che trattano, da punti di vista divergenti, la questione del “relativismo”, per

Wolf Bruno
relativi assoluti
Alla fine della scorsa primavera sono usciti due libretti che trattano, da punti di vista divergenti, la questione del “relativismo”, peraltro rinforzata nelle cronache dai moniti neopapalini del soave (ma ho idea solo nell’apparenza) Ratzinger. Tutti e due portano con  disinvoltura titoli assai battaglieri. Il primo è di Giovanni Jervis – a suo tempo psichiatra cappellone – e si pone senza mezze misure Contro il relativismo (Laterza, Bari 2005). Il secondo – libricino più dell’altro – lo si deve a Giulio Giorello e rivendica l’essere Di nessuna chiesa (Raffaello Cortina, Milano 2005). La fascetta di quest’ultimo alimenta per giunta il fuoco: “i laici tendono a difendersi, è tempo di attaccare” e Giorello già nelle primissime pagine, con la sola forza della schiettezza, attacca: “troppo spesso si dimentica che il contrario di relativismo è assolutismo”. Perfetto! Non c’è da dire granché di più, 70 paginette per niente fitte si fanno leggere in una sola e so...

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