Niccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 da famiglia nobile ma decaduta economicamente.
Dopo una buona educazione umanistica, a ventinove anni divenne segretario della cancelleria che si occupava dei rapporti con gli altri Stati.
Da quel momento e per quindici anni occupò un osservatorio importante che gli permise di capire come andavano le vicende politiche.
Della grande crisi italiana, Machiavelli colse soprattutto l'aspetto militare, suggerendo che le milizie dovevano essere cittadini e non mercenarie: in parole povere l'esercito doveva essere formato dai cittadini e non da soldati a pagamento, che ti potevano tradire in ogni momento.
Coinvolto nella crisi dei Medici, dal 1512 ricoprì solamente incarichi di poca importanza.
Con il ritorno dell'ultima repubblica venne considerato con sospetto e messo da parte.
Morì nel giugno del 1527.
 La fama di Machiavelli è legata a un' importante opera di scienza politica "Il Principe".
Egli la dedicò al suo signore quando i Medici ritornarono a Firenze e in essa si discute di che cosa sia un principato, di quali specie siano, come si conquistano, come si gestiscono e come si possono perdere.
 In quest'opera Machiavelli cerca di indicare i modi di come si possa costituire un forte stato, retto da un uomo dotato di virtù, che viene intesa come intelligenza superiore e dominatrice degli eventi.
Lo stile di quest'opera rappresenta una novità nella prosa del Cinquecento per il linguaggio sobrio ed incisivo.

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