Niente fischi, siamo inglesi

Si chiama Gabriel Agbonlahor e se uno non lo conosce non è che si debba sentire in colpa.
Nato a Erdington (GB), nel 1986, è un calciatore dell'Aston Villa.
Di origini nigeriane, gravita da qualche tempo nell'orbita della nazionale di Fabio Capello, dopo la scelta fatta nel 2006 di accettare la convocazione dell'Under 21 inglese e rifiutare quella dell'Under 20 africana.
Bell'attaccante, centravanti purissimo, veloce e potente, è uno di quei prodotti del vivaio che rendono la vita delle squadre un po' più dolce, nel senso che a volte capita anche una botta di culo e mica tocca sempre spendere milioni di euro in giro per il mondo.
A volte il talento nasce in casa.
Solo che...
Solo che Agbonlahor, padre nigeriano e madre scozzese, a un certo punto della stagione ha imbroccato una serie di partite sfortunate.
Succede, due dribbling di troppo, la porta che diventa piccolissima, insomma tutta queste specie di cose.
Uno dice: è giovane, è un campione e sta dando i suoi anni migliori alla squadra in cui è cresciuto, i tifosi potranno di certo perdonare un periodo di appannamento...
E invece no, col cavolo.
Un solo gol in quindici partite e domenica, a undici minuti dalla fine di Villa - Tottenham (1 a 2), la sostituzione che scatena il pandemonio.
I tifosi del Villa esultano per il cambio.
Applausi, fischi e giubilo per l'uscita dal campo del (momentaneamente) involuto campioncino.
Il quale è rimasto parecchio scosso, perchè proprio non se l'aspettava, non lui.
Insomma, parecchie migliaia di persone e parecchie migliaia di sberleffi e pernacchie.
Solo che gli inglesi son gente strana e su un fatto del genere si sono accesi i riflettori dei media.
Alex Ferguson si è parecchio arrabbiato e ha rilasciato dichiarazioni di fuoco.
Ha sostenuto che il calcio merita tifosi migliori e che ormai l'opinione pubblica è corrotta dal livello bassissimo dei media, che rincoglioniscono gli spettatori con reality show e buffonate puramente fictional la gente ha perso il senso delle cose e non riesce più a rapportarsi correttamente allo sport, che è vero ed è fatto di sudore e fatica.
Insomma, roba forte, detta da uno che parla molto e quasi mai a sproposito.
I tifosi l'hanno preso sul serio e sui blog si è scatenata una vera e propria bagarre, tra colpevolisti e strafottenti.
Il calcio è diventato una specie di gigantesco reality show in cui sono gli spettatori a scegliere i destini di chi sta in campo? Forse no.
Il fatto è che almeno da quelle parti si pongono il problema.
Perchè è vero che i calciatori sono milionari e [...]

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