Nina e Lulù cap15

Dal diario del 1983.
Scritto e mai più corretto 1981, anni 16 Era una serata calda e stellata.
Ricordo che c'era un buon profumo nell'aria e nella città un po' di fermento.
Forse per gli arrivi dei vacanzieri, forse per le partenze ritardatarie, ma l'entrata nell'ultima decina d'agosto fu una sferzata alla quasi immancabile noia estiva paesana.
Sul piazzale della chiesa si formò un gruppo numerosissimo di persone, tutte con la loro bicicletta.
Tra questi c'ero anch'io e Bubu.
Non avevo notato nè Lulù nè Nina.......
Dopo qualche minuto di chiacchericcio e indecisione il gruppo si mise in moto.
Lento e compatto sembrava quasi il famoso peloton del tour de france.
Se in mezzo al gruppo fosse caduto qualcuno, si sarebbe formato il classico mucchio dei fumetti con gambe che sbucano fuori da ruote sfasciate e selle finite in testa al più sfigato, tutto con tante stelline che volano attorno.
Non successe niente, anzi, d'un tratto cominciò a suonare una chitarra e la gente si mise a cantare.
Stranamente la strada imboccata era diversa dal solito: segno del tempo che stava cambiando?  Si andava verso il centro.
Prima che nel centro non c'era nessuno, nessuno ci andava.
Ora che era tornato al suo splendido casino, si andava ad ingrossare ancor di più le schiere di bighellonatori.
La corsa finì in piazza del mercato.
Si appoggiarono le biciclette da qualche parte e la chitarra attaccò ancora a cantare.
Era in campeggio che si imparavano quei strani giochi dove si faceva finta di fare qualcosa, e qualcuno ti doveva scegliere per poi ripetere all'infinito i gesti....
insomma giochi del cazzo che servivano a far passare il tempo ai ragazzotti.
Ebbene quella sera in mezzo alla piazza del mercato, cominciarono quei giochi.
Prontamente mi dissocia: in campeggio potevo anche farlo, ma pure al mio paese, no!.
Chiamai Bubu ed andammo al bar di fronte alla piazza dove c'erano dei tavolini e sedie.
Ci sedemmo bevendo qualcosa.
Quante volte ero stato in quel bar a giocare al flipper e ad ascoltare la musica invece di studiare.
Ero in prima liceo; eravamo una banda di Abbiatensi che frequentavano le scuole di Vigevano.
Al primo pomeriggio invece di stare a casa sui libri, ci ritrovavamo tutti in questo bar a divertirci.
Quando cominciai ad andare male in inglese decisi di frequentare ripetizioni private.
Andai da un tipo che abitava vicino al cimitero.
Il primo giorno li ritrovai tutti lì.
Quando andai a "latino", li ritrovai tutti lì.
Alla fine dell'anno scolastico, li ritrovai tutti insieme a me bocciati! Seduto a quel tavolino mi [...]

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