Nino Di Matteo, i processetti e il passato che ritorna

La mafia non può essere considerata alla stregua di altri fenomeni criminali minori: va contrastata in maniera 'professionale' (specialistica, così qualcuno capisce meglio il concetto) con magistrati che operano solo su un fronte.
Nino Di Matteo
Una considerazione ovvia perché non si può, allo stesso tempo, indagare su cosa nostra e occuparsi di furtarelli, dal momento che rappresentano due situazioni assolutamente incompatibili tra loro.
Questo lo sapeva bene chi metteva volutamente i bastoni tra le ruote a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e agli altri che, tra gli anni 80 e 90, lottavano contro la mafia.
È lo stesso Giuseppe Ayala (pubblico ministero al primo maxiprocesso e collega di Falcone e Borsellino) a parlarne nel libro 'Chi ha paura, muore ogni giorno': "La mia scrivania fu inondata da processi per furti Enel. Incredibile, ma vero. Al 'vincitore del maxiprocesso' non veniva assegnato altro che procedim...

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