No a Enrico Letta. Il no esibito da Di Maio non è solo una condanna all'isolamento italiano a Bruxelles, fa prevalere le beghe interne. Proprio come accadde cinque anni fa

Il no ufficiale arriva, via facebook. Lo mette nero su bianco, sulla sua bacheca, il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio. Anche se parla di commissario europeo, anziché di presidente del consiglio europeo, il concetto resta immutato.
Il giornale italiano in questione è la Repubblica che oggi in prima pagina riporta un retroscena a firma Claudio Tito eloquentemente titolato: “Il veto gialloverde su Enrico Letta”. E all’interno: “Idea Letta al Consiglio Ue e l’Italia resta isolata”.
Il no della maggioranza di governo non sorprende. Sono trascorse nemmeno quarantotto ore dalla nota congiunta con cui Salvini e Di Maio sancivano che l’Italia sarebbe andata al confronto con Bruxelles non più in modo passivo come i precedenti esecutivi. Per loro, Enrico Letta è certamente un rappresentante di quella “vecchia” politica contro cui si sono scagliati e hanno basato gran parte del loro consenso.
L’INTELLIGENZA DI PARIGI E BERLINO
Allo stesso modo, però, va detto che non sorprende l’in...

Leggi tutto l'articolo