Non c’è soltanto il migrante da mandare indietro. Si potrebbe anche pensare a navi piene di latte, pomodori, arance e mandarini da spedire in Africa per sfamare uomini, donne e bambini.

Gli industriali sforano sul pecorino (e incassano), lo Stato paga (e non sanziona). Il Governo promette soldi ai pastori sardi ma tace sulle colpe.
Le imprese hanno infranto le quote produttive e poi hanno scaricato sul prezzo del latte. Ma l'esecutivo, in modalità permanente da campagna elettorale, prova a non scontentare nessuno.
Tutte le ragioni di questo mondo ai pastori sardi che non ricavano una cicca dal latte che le loro pecore producono -dopo essere state nutrite e portate a passeggio lungo i prati della Sardegna- e che loro estraggono mungendole con le proprie mani innervate riempiendo bidoni da 25 litri. Ma vedere tutto quel ben di Dio finire per strada non per un investimento o incidente di percorso bensì per una contestazione plateale al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull'impossibilità nel continuare a svolgere un lavoro così duro ed impegnativo senza ottenere un ritorno economico soddisfacente o per lo meno decente. Quel gesto, comunque inconsulto ed ingius...

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