Non date la cittadinanza a Rami perché è un eroe, dategliela perché è italiano

Dopo il terrore, la farsa: il dibattito sulla cittadinanza per eroismo al giovane studente di Crema che ha salvato i suoi compagni di classe sull’autobus è da respingere al mittente. Perché svela che in Italia la meritocrazia è solo per gli stranieri. E il razzismo di chi li considera inferiori

Non sapevamo che la cittadinanza fosse un gioco a premi. Che potesse essere concessa per meriti speciali a un ragazzino di tredici anni di nome Rami Shehata, nato a Milano da genitori egiziani, che ha salvato se stesso e cinquanta compagni di classe dalla brutale follia di Ousseynou Sy, l’autista che voleva dare fuoco all’autobus in cui li aveva imprigionati, per vendicare i bambini morti nel mediterraneo centrale. Non sapevamo nemmeno che potesse essere tolta per speciali demeriti, peraltro, come quelli di Ousseynou Sy - cittadino italiano, sebbene nato in Francia. Non ci risulta, perlomeno, che non vi sia mai stata una simile pena accessoria comminata, per dire, a Totò Riina, a Bernardo Pr...

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