Non incoraggiate il romanzo

Perduto il suo valore artistico, quasi senza nessuna memoria, il romanzo e' diventato oggi ''piu' genere editoriale che letterario''.
''Come trappola acchiappa-lettori, comunque, resta la forma piu' efficace per diffondere informazioni e idee.
L'ultimo esempio e' Gomorra di Saviano''.
Conosciuto per le sue polemiche sul ruolo degli intellettuali e della critica, Alfonso Berardinelli torna a colpire con un nuovo libro sul triste stato della narrativa italiana: 'Non incoraggiate il romanzo', pubblicato da Marsilio.
Come avverte lo stesso autore, e come e' inevitabile in questi casi, non ci si puo' aspettare di trovare in questo libro ''un panorama esauriente, se non completo, della nostra narrativa'' ma piuttosto una riflessione acuta e tagliente su quello che sta accadendo nel mondo letterario e un forte stimolo a riflettere sugli scenari che abbiamo davanti e spesso non vediamo o vogliamo dimenticare.
Sicuramente questa raccolta di articoli fara' discutere e sara' facile mettere in piedi il giochetto degli autori esclusi e di quelli presi in considerazione.
A Berardinelli, se si ''eccettuano gli autori gia' in attivita' negli anni ottanta, pare che recentemente sia emerso un solo narratore pienamente consapevole della tradizione del romanzo: Walter Siti.
Ma Siti e' (o era) un intellettuale e un critico''.
''Uno dei talenti letterari piu' brillanti oggi in attivita'' e' Nicola Lagioia, l'autore di 'Riportando tutto a casa', mentre Andrea Camilleri e' stato, per il critico ''frettolosamente consacrato da un Meridiano Mondadori''.
In questo viaggio nei territori della letteratura contemporanea, fra le punte di eccellenza Franco Cordelli ''uno dei piu' indefessi, ossessivi esploratori del romanzo italiano che io conosca'', Antonio Debenedetti ''consapevole (storicamente e letterariamente) come pochi altri della sua generazione'', Antonio Pascale ''uno dei migliori artigiani che abbiamo, sorprendente e astuto come un narratore orale d'altri tempi''.
Taglienti e mai indulgenti i giudizi su Aldo Busi che ''attenzione, non scherza mai'', Simona Vinci e altri giovani narratori ''spesso un mondo di bambini perversi, che sono perversi perche' non sono piu' bambini, ma adulti che fanno i bambini perversi'' e anche grandi assenti.
Uno tra tutti: Alessandro Baricco, perche' ''anche le stroncature bisogna meritarsele''.
Nella sovrapproduzione di narrativa , in cui il romanzo trionfa come genere di consumo, i recensori si trasformano in divoratori e la critica giornaliera, come la concepiva Geno Pampaloni ''o e' impossibile o [...]

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