Non ridoppiate Frankenstein junior

Avete presente i film cult americani, quelli che per un motivo o per un altro vengono lasciati in pace, fino a quando qualcuno decide di salvarli? Intendo, correzione del colore, inserimento di scene tagliate, rimasterizzazione, nuovo pacchetto pubblicitario con l'attrattiva del director's cut? Bene, la maggior parte vengono ridoppiate e anche male.
Per carità, nulla da dire contro i professionisti del "parliamogli di sopra".
L'italia è all'avanguardia per il doppiaggio, veri e propri artisti prestano la loro voce ad altrettanti artisti stranieri, molto spesso hollywoodiani.
E' risaputo che de Niro, Stallone, parlavano in italia con la voce del compianto Amendola, il quale ci ha regalato la serie del "monnezza", esilarante quanto coatta! Per non dimenticare Al Pacino e il suo perfetto alter ego, Giancarlo Giannini, anche se con rispetto del divo, il nostro ha qualità migliori.
Non parlo di doti artistiche, ma di quel fascino elettrizzante, che rapisce.
Guardatevi Pasqualino sette bellezze, o l'emigrato Mimi, o quel dramma della gelosia, con una strepitosa Vitti e un magistrale Mastroianni.
Il doppiaggio! Necessario per noi patrioti della lingua italia, per noi che non riusciamo a seguire il film e contemporaneamente leggere i sottotitoli.
Una culla, che in qualche modo ci attecchisce la percezione, il gusto di assaporare una scena così come è stata girata, senza l'intromissione, molto spesso apprezzabile, di un doppiatore.
Eppure non riesco ad immaginare un Homer Simpson senza Accolla, un Clooney senza Temperini e potrei continuare.
Il doppiaggio, non crea delle star, ma degli esseri mitologici, dal corpo hoollywwodiano e dall'anima italiana.
Strana sensazione vedere un Luca Ward (doppiatore di Keanu Reeves), e non pensare a Neo (protagonista di Matrix).
Lo senti parlare in un bar, al ristorante, in un qualsiasi posto, e nella tua mente scatta un congegno che ti proietta dentro Matrix.
Poi ti giri e vedi un uomo comune, che ordina un caffè.
Forse Matrix esiste davvero! Comunque il doppiaggio è diventata ormai un arte in italia, lo stesso Kubrick volle Giannini come voce per il folle Jack in shining; l'ho visto in lingua originale, identica interpretazione, uno di quei pochi casi in cui non esiste lingua originale e doppiaggio.
Ma ritorniamo ai cult riarrangiati, ad esempio Lo squalo di Spielberg o il mitico Grease.
Rivederli sotto un altra veste, con nuove voci, ti vien voglia di uccidere, poi impotente l'unica cosa che ti riesce è piangere.
Film ormai entrati nel mito, per motivi diversi, stravolti da un doppiaggio [...]

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