Non sapete chi ringraziare quanto aumentano le tariffe autostradali?

Il prezzo delle autostrade italiane non conosce crisi e continua a crescere.
Primo maggio 2009: +2,40% con punte del +19,46% sulla Milano-Torino (dettagli).
Primo gennaio 2010: +2,71% con punte del +15,83% sulla Novara Est-Milano (dettagli).
Primo luglio 2010: +1,5% con punte del 5% (dettagli).
Primo luglio 2010: nuovo pedaggio su 22 tratte gestite dall'Anas e finora gratuite; si va dalla Salerno-Reggio Calabria a Roma-Fiumicino fino al raccordo Pavia “Milano Serravalle” (elenco completo).
Il doppio aumento introdotto a luglio dalla legge Finanziaria 2010 (articolo 15), ha come conseguenza per gli automobilisti un incremento sulle tratte in vicinanza dei raccordi Anas con punte del 18% (+18,3% tra Firenze Certosa e Bologna Casalecchio).
A fine luglio, l’aumento è stato bloccato dal TAR che ha accolto il ricorso presentato dalla provincia di Roma, da 41 comuni e dal Codacons, in quanto è stato riconosciuto che le tariffe devono corrispondere un servizio e non possono essere assimilate ad una tassa.
In un Paese dove l'80% dei trasporti avviene su gomma, l’incremento dei prezzi si ripercuote due volte sui contribuenti: direttamente, in quanto utilizzatori delle autostrade ed indirettamente in quanto, l’incremento dei costi di trasporto dei beni (di frutta e verdura, per fare un esempio), si riversa inevitabilmente sul consumatore finale.
Da cosa sono giustificati ed in base a quali accordi sono disposti i continui aumenti? Credo sia inutile parlare della Salerno-Reggio Calabria o di altre mulattiere spacciate per autostrade su cui viene richiesto un pedaggio.
La sensazione è che l’unico motivo sia quello di fare cassa spostando il costo sull’utente finale: l’Anas aumenta i canoni alle concessionarie che possono poi rivalersi sugli utenti.
Il tutto avvallato dai Governi.
Il punto è che in Italia le concessionarie corrono ben pochi rischi.
La nuova formula tariffaria introdotta dalla convenzione con la società Autostrade prevede che alla società siano riconosciuti annualmente adeguamenti non inferiori al 70% dell'inflazione reale, cui si aggiungono parametri di remunerazione degli investimenti, per tutta la durata della concessione, ovvero fino al 2038 (dettagli).
In sintesi, la società Autostrade ha portato a casa aumenti tariffari garantiti per i prossimi 30 anni a discapito dei consumatori.
La nuova convenzione, siglata a fine 2007 tra Autostrade e Anas era stata bloccata dal Governo Prodi, su indicazione del Cipe e dell’allora Ministro delle Infrastrutture Di Pietro.
Successivamente è stata [...]

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