Non si può più sbagliare

Racchiudo le ultime due partite in questo solo scritto.
Non a caso, ma perché è come se avessimo (non) giocato la stessa partita per due volte consecutive.
Come a dire, siamo l'eccezione, siamo quelli che non riescono a imparare dai loro errori, e li ripresentiamo dopo ogni calcio d'inizio, over and over again.
Partita 1: Orange Pagannoni vs Cona.
Risultato: due a zero per loro.
Match sulla carta facile (per noi), quasi scontato, tant'è che il mister, negli spogliatoi durante il pre-partita, richiama la nostra attenzione, ci vuole concentrati, non vuole rischiare una caduta sugli allori che proprio – vista la classifica – non possiamo permetterci.
Scendiamo allora in campo, e che campo.
Era un rettangolo di erbetta sintetica, di un verde finto ma che ti rasserena, perché non pensi più alla terra, alle pietroline, alla fanghiglia che si crea sotto le scarpe e sopra i calzettoni (e dovunque, poi, se cadi).
Per una partita non ci pensi più e magari speri di cadere presto per scivolare su quella costosa finzione larga un campo di calcio.
Premesso ciò, c'è da aggiungere che faceva un diavolo di freddo.
Sta cominciando l'inverno che qui in provincia è piuttosto rigido e lungo.
Al mister probabilmente non sono piaciute le mie nulle giocate della scorsa giornata (1-4 contro il Cellino) e quindi mi siedo in panchina, ché in attacco vanno capitan Davis e Daniele detto “Copìo”, che io chiamo Daniele.
Lui il posto se l'è guadagnato, forse, con quel bel pallonetto, liscio liscio da 25 metri (l'ha eseguito con la stessa tranquillità con la quale si apre una porta) che ha segnato il nostro gol della bandiera nell'ultima di campionato di cui qualche riga fa.
A pallone sa giocare, e gli riescono cose difficilissime allo stesso modo in cui sbaglia quelle elementari.
Il capitano in avanti mi sorprende un attimo, dato che l'ho conosciuto centrocampista/regista, ma l'ho conosciuto da poco, e le vie del Signore...
Andiamo in campo, quindi, e noialtri in panchina, al freddo.
Dominiamo la gara, com'era nelle previsioni, creiamo, intessiamo, guadagniamo campo e a fine primo tempo siamo sotto uno a zero.
Possibile? Già, se il terzino rinvia sull'ala avversaria in pieno disimpegno, e questi crossa in area dov'era rimasto solo il loro numero nove.
Ah, uno a zero sotto e Maschirano espulso con doppio giallo.
Rientriamo, e in dieci sembra che la gara giri a nostro favore: stiamo lì, nella loro metà campo (io stavo sempre in panchina, e faceva sempre più freddo), ma al primo contropiede, se così lo possiamo chiamare, prendiamo [...]

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