Normativa di legge sul condominio

NORMATIVA DI LEGGE SUL CONDOMINIO - REGOLAMENTO, TABELLE MILLESIMALI Artt.
cc., leggi speciali, riferimenti generali, parti comuni, regolamento condominiale: obbligatorietà, norme, modificabilità, tabelle m/m approvazione, obbligatorietà, criteri generali di formazione, possibilità di revisione.
Sintetica distinzione tra condominio e comunione.
------------------------------------------------------------------------ 1 - Normativa di legge sul condominio 1.1 - Il Codice civile e gli articoli.
Per condominio si intende: "un edificio diviso per piani o porzioni di piano di proprietà di due o più persone, in cui esistono zone di proprietà esclusiva e zone di proprietà comune a servizio delle singole unità immobiliari".
Negli edifici in condominio quindi, ciascun condomino ha la proprietà esclusiva di uno o più appartamenti e un diritto di comproprietà sulle parti comuni dell'edificio: il suolo su cui sorge, le fondazioni , i muri maestri, il tetto, le scale, il cortile, i locali per la portineria, l'ascensore, e così via (art.1117 cc.).
Alla luce della precedente definizione nasce spontanea la domanda su "come" gestire e "chi" debba prendersi carico delle cose comuni.
Il Codice Civile (cc.) dà risposta alle precedenti domande "come" e "chi" in maniera abbastanza dettagliata agli artt.1100 e seguenti fino all'art.1116 sulla comunione e agli artt.
1117 e seguenti fino all'art.1139, che trattano specificamente la comunione speciale o condominio, che rappresenta una disciplina derogativa alle norme della comunione ordinaria.
A completamento di dette norme esistono le disposizioni di attuazione del Codice Civile, che trattano il condominio dall'artt.
61 al 72 e agli artt.155 e156.
L'art.1129 del cc.
in particolare, fa nascere per la gestione delle cose comuni l'obbligo di una figura giuridica tipica "l'amministratore", disponendo quanto segue: Quando i condomini sono più di quattro, l'assemblea nomina un amministratore.
Se l'assemblea non provvede, la nomina è fatta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di uno o più condomini.
L'amministratore dura in carica un anno e può essere revocato in ogni tempo dall'assemblea.
Può altresì essere revocato dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dell'art.
1131 cc., (qualora non dia immediata notizia all'assemblea dei condomini di una citazione o un provvedimento riguardante il condominio che esorbiti dalle sue attribuzioni) se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati [...]

Leggi tutto l'articolo