Novel extracts - Brani di romanzi famosi tradotti

Joseph Conrad - Novel: Heart of darkness   "Going up that river was like traveling back to the earliest beginnings of the world, when vegetation rioted on the earth and the big trees were kings.
An empty stream, a great silence, an impenetrable forest.
The air was warm, thick, heavy, sluggish.
There was no joy in the brilliance of sunshine.
The long stretches of the waterway ran on, deserted, into the gloom of overshadowed distances.
On silvery sandbanks hippos and alligators sunned themselves side by side.
The broadening waters flowed through a mob of wooded islands; you lost your way on that river as you would in a desert, and butted all day long against shoals, trying to find the channel, till you thought yourself bewitched and cut off for ever from everything you had known once--somewhere--far away--in another existence perhaps.
There were moments when one's past came back to one, as it will sometimes when you have not a moment to spare to yourself; but it came in the shape of an unrestful and noisy dream, remembered with wonder amongst the overwhelming realities of this strange world of plants, and water, and silence.
And this stillness of life did not in the least resemble a peace.
It was the stillness of an implacable force brooding over an inscrutable intention.
Traduzione dell'estratto: "Andare su quel fiume era come viaggiare tornando alle più lontane origini del mondo, quando la vegetazione ricopriva la terra a profusione e grandi alberi erano sovrani.
Un flusso di vuoto, un grande silenzio, una foresta impenetrabile.
L'aria era calda, spessa, pesante , indolente.
Non c'era gioia nello splendore del sole.
I lunghi tratti del corso d'acqua continuavano a scorrere, abbandonati, nell'oscurità delle distanze ombreggiate.
Su argentei banchi di sabbia ippopotami e alligatori prendevano il sole fianco a fianco.
Le acque che si allargavano fluivano attraverso una folla di isole boscose; ci si perdeva su quel fiume come in un deserto, per tutto il giorno contro i banchi, cercando di trovare il canale, finché non ci si credeva stregati e tagliati fuori per sempre da tutto quello che si aveva conosciuto una volta - .
da qualche parte - molto lontano - in un'altra esistenza forse.
C'erano momenti in cui il proprio passato tornava, come a volte quando non si ha un momento da dedicare a sè stessi, ma arrivava nella forma di un sogno irrequieto e rumoroso , ricordato con stupore tra le realtà opprimenti di questo strano mondo di piante, e acqua, e il silenzio.
E questa immobilità di vita non aveva la minima parvenza di [...]

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