Nucleare Italia capitolo secondo

Il Governo, lancia ora la proposta di tornare al nucleare, personalmnte ritengo che il nucleare è una fonte di energia molto buona che risolverebbe tanti problemi alla nazione, ma non il nucleare che conosciamo, bensì un tipo di nucleare più avanzato, vera o falsa che sia la teoria della fusione fredda, nessuno comunque fa esperimenti e cerca un'alternativa alle scorie radioattive che rimangono pericoloso per secoli.
Questo è l'ostacolo da superare, risolto con la ricerca scientifica e tecnologica, credo che il nucleare sia il futuro dell'energia, l'alternativa è la dinamo collegata a una bicicletta, le fonti di energia tradizionali vanno via via esaurendosi più velocemente delle previsioni.
L'atomo è un ottimo sostituto solo quando il simbolo alla sinistra non ci sarà più.
  L'Italia rientra nel nucleare: a 21 anni dal referendum dell'87 che bandì l'atomo dalle penisola, il Governo annuncia la retromarcia.
E fissa un calendario serrato: già tra cinque anni, entro il 2013, i cantieri delle centrali atomiche saranno aperti.
Parola del Ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajiola, che coglie l'occasione dell'assemblea di Confindustria e prende al volo l'invito della neo presidente Emma Marcegaglia a riaprire gli investimenti nel settore.
"Entro la fine della legislatura, sarà posta la prima pietra di un gruppo di centrali di nuova generazione", dice il ministro, ricevendo gli applausi degli imprenditori.
Gli operatori, Enel ed Eni in prima linea, rispondono al volo: "noi siamo pronti".
E, anche se per veder prodotto il primo chilowattora di elettricità servono, una volta avviati i lavori, altri 4 anni e mezzo, l'Italia rientra nel settore.
Settore che vede in Europa circa il 35% della luce consumata dal vecchio continente provenire dall'atomo e nel quale sono presenti, in varia misura, quasi tutti i principali partner, Francia e Germania in prima linea.
Scajola, avverte che l'Italia ha bisogno di una svolta in materia energetica da "affrontare con estrema risolutezza e senso di responsabilità".
Largo quindi all'atomo, perché, spiega il ministro, "solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente".
A più di vent'anni dal referendum che l'aveva abrogata, si riapre la strada mentre - come facilmente ipotizzabile - gli ambientalisti insorgono e si preparano e ricreare quel fronte del 'no grazie' che fece epoca alla fine degli anni '80.
''Non è più eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare", sottolinea [...]

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