Nuvoli come Welby

Giovanni Nuvoli, ex rappresentante di commercio di Alghero, era stato colpito da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica, come Pier Giorgio Welby.
E' morto di fame e sete, dopo 6 anni che combatteva il suo male.
E' morto di stenti dopo aver chiesto, invano, che gli venisse staccata la spina del respiratore che lo teneva in vita, imprigionato in quell' involucro che non riconosceva più come il suo corpo.
E' morto ieri, 23 luglio 2007, nella sua abitazione di Alghero, accanto alla moglie Maddalena Soro, con l'aiuto di sedativi, mentre il respiratore era ancora attaccato.
Era un uomo alto un metro e 85, ed era arrivato a pesare soltanto 20 kg, sopportando delle sofferenze che così facilmente rimbalzano di giornale in giornale, poi di bocca in bocca, ma che è così difficile immaginare.
Perchè se un uomo arriva a chiedere di essere lasciato morire rinuncia sicuramente alla sua umanità, e sentedosi sconfitto e impotente è consapevole di voler porre fine a quella che difficilmente si può ancora chiamare vita.
Che vita è non poter ridere con i propri amici, abbracciare le persone care, specchiarsi nel mare della propria isola? La morte è stata la sua ultima scelta di libertà, l'unica con la quale paradossalmente avrebbe potuto dimostrare di essere ancora vivo: dicendo no a quella sofferenza senza senso.
Certo, un gesto così estremo non è semplice da comprendere e accettare, soprattutto se si è ancorati a dei principi morali come quelli cristiani, dove la vita è sacra e la sofferenza trova il suo senso nella fede.
Ma poteva ancora essere chiamata vita la sua? E quale libertà ha un uomo su questa terra se non può decidere di quella cosa che più intimamente gli appartiene?        riposa in pace Giovanni  MENU (Pisa) Fonte: Articolo - repubblica.it

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