O-BA-MA-LU-BA

Una volta Edoardo Bennato cantava "L'isola che non c'è...".
Ora il Pd, guardando all'America e a Daniela Goggi, ha trovato la sua, di isola: Zigo Zago.
E il suo "mago" Franceschini.
Dai, canta con noi, intona la parola magica: "A Zigo Zago c'era un mago...".
  Il Corriere della Sera del 22 Febbraio 2009 E la nomenklatura si salvò.
«Rischio nuovismo scongiurato».
Il ruggito del popolo delle primarie non si sente.
Fassino: «Valium? Ha vinto la ragione» di Aldo Cazzullo «Riserveremo a Franceschini e alla nomenklatura un trattamento tipo maggiordomo di Giuliano Soria» sibila all'ingresso un bellicoso delegato di Torino.
Resterà l'unico acuto, oltre a qualche strillo — «Tutti a casa!» — molto fotografato ma subito spento da un'urlataccia più forte della Finocchiaro donna d'ordine.
Per il resto, la «nomenklatura» se l'è cavata.
E il nuovo leader, anziché essere multato come il malcapitato mauriziano per ogni cappuccino mal riuscito (almeno secondo l'accusa), viene festeggiato con la prodiana Canzone popolare, riesumata dopo il fallimento del Mi fido di te di Jovanotti-Veltroni.
Alla Fiera di Roma era attesa la mitica base in rivolta.
L'irruzione della società civile nelle polverose stanze delle oligarchie.
Il ruggito del popolo delle primarie, attraverso i loro rappresentanti qui convocati.
Invece tutti silenziosi, miti, placidi.
«Secondo me li hanno sedati» ipotizza Lucia Annunziata.
In realtà il lavorio dei vecchi leader ha convinto quasi tutti che Franceschini è una necessità, per ora.
LA VERA PARTITA DOPO LE EUROPEE - Dopo le Europee si giocherà la partita, tra lui (o un altro candidato della maggioranza popolari-veltroniani-fassiniani) e Bersani, sostenuto da D'Alema e forse da Enrico Letta, se non andrà con Follini e magari Rutelli a fondare con l'Udc il nuovo partito di centro, nome provvisorio Kadima italiana.
Base cloroformizzata, vertice arzillo.
Fassino, di ottimo umore: «Ma quale Valium? Ha vinto la ragione».
Bersani, lontano da taccuini e telecamere, si lascia andare: «Abbiamo dimostrato che ci siamo ancora.
Che siamo un partito.
Che noi sappiamo come fare.
Le primarie adesso sarebbero state come il festival di Sanremo.
O come Miss Italia.
Senza piattaforme, senza un congresso, nei gazebo si sarebbe votato come a un concorso di bellezza.
Faremo pure i gazebo; ma a suo tempo.
Volevate deciderlo voi giornalisti il leader? Già vi vedevo: e i sondaggi, e Internet, e Facebook; quello che vuole la faccia nuova, quello che vuole il trentenne, quello che provoca "il vostro capo ideale è [...]

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