O ME MISSINA SI DI LU PILORU…

NA SPLENDIDA RIGINA NU GRAN TISORU, U ZEFIRU D’INCANTU L’ARIA SPIRA, U MARI, U SULI, U CELU TI RISCHIARA…   MESSINA VEDUTA DELLO STRETTO *** Una vecchia canzone registrata su nastro (quei nastri stile pizza) con un registratore “geloso” in  un pomeriggio passato in casa con una decina di ragazzi  tirati fuori da una situazione incresciosa e ridicola, generata “da babbaria” del  loro accompagnatore, diciamo che  aveva peccato di “eccesso di fiducia” unita a una buona dose di megalomania (il marchio di fabbrica della dinastia da parte materna, mi va di culo che ho ereditato per intero il DNA paterno), il suo orgoglio deve essere andato in frantumi non per la situazione creatasi, ma per essere stato tirato fuori dai guai “dalla pecora nera della famiglia”, che a ogni infornata di ragazzi che salivano nelle macchine per essere distribuiti nelle nostre case in attesa del treno che li riportasse a Messina,  si sganasciava dicendo: Ok, altri ostaggi liberati.
Guardando lo scempio della mia città mi e’ venuta in mente quella giornata e quei ragazzi che si sono esibiti a mio uso e consumo davanti a un registratore,  creandomi  un nodo di commozione alla gola, oggi la canticchiavo, malignamente ho concluso… …e tinni stai calannu o funnu, provincia babba eri e provincia babba  resti.
Messina è un territorio senza radici etniche, una città che non ha cittadini propri che ne difendano la storia, Messina esiste, i Messinesi no, mi spiego con un sunto di storia.
Messina vede la luce nel  735 a.C.
col nome ZANCLE che significa FALCE, dalla forma del suo porto, appunto a forma di falce.
Sulle origini etniche dei primi abitanti del territorio non c’è univocità: Siculi, Greci, Calcidesi, Cumani.
La sua posizione geografica la rende appetibile, a partire dal 494 a.C., a cicli storici costanti viene rasa al suolo e caparbiamente ricostruita, subisce una lunga serie di colonizzazioni, cominciano nel 494 i Milesi, 475 Anassilla che le cambia il nome in MESSENE prima e MESSANA dopo, 426 Ateniesi, 425 Siracusa, nel 396, rea di aver appoggiato ACRAGAS viene prima saccheggiata e poi distrutta fino alle sue fondamenta dai Cartaginesi.
Viene riedificata dal tiranno di Siracusa Dionisio che, per difendersi da altri attacchi fonda due rocche che guardano il mare, Tindari e Taormina, nel 282 viene invasa dai Mamertini che nel 264 la elargiscono ai Romani di Appio Claudio.
Nel 48 passa Giulio Cesare, nel 36 Sesto Pompeo ci fa una sosta stabilendovi il suo quartier generale nella guerra contro Ottaviano, questo [...]

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