OLBIA GALLRA Un 2009 impegnativo per la giunta Giovannelli tra quartieri dimenticati e vie disastrate

   da La Nuova Sardegna DOMENICA, 11 GENNAIO 2009 Pittulongu con l’acqua alla gola OLBIA.
Pittulongu è il simbolo della città che affoga dopo qualche goccia d’acqua.
In questi mesi i mezzi del Comune e i vigili del fuoco sono dovuti intervenire più volte per limitare i danni delle inondazioni.
I quartieri nati e cresciuti senza regole attendono ancora che i piani di risanamento siano completati, ma per legge l’amministrazione può utilizzare solo i fondi che arrivano dai residenti.
  ----------------------------------  da La Nuova Sardegna DOMENICA, 11 GENNAIO 2009 Solo brandelli di strada tra le buche OLBIA.
Dal centro alle periferie c’è un filo rosso che unisce tutte le vie.
Strade disasatrate, bombardate, con voragini che disintegrano ammortizzatori e coppe dell’olio.
A parte la gioia di meccanici e carrozzieri per il resto dei cittadini è una continua attività di slalom tra le buche.
Il Comune ha attivato da qualche mese una squadra antibuche.
Nome profetico.
La squadra --------------------------  da La Nuova Sardegna DOMENICA, 11 GENNAIO 2009 Presidio militare occupato dai rumeni OLBIA.
Dal dominio romano al dominio rumeno.
L’artiglieria custodisce in alcuni capannoni reperti archeologici preziosissimi.
Le navi romane che devono essere restaurate.
Ma nel resto degli spazi ospita un esercito di abusivi.
I rumeni hanno colonizzato l’area.
Per il Comune impossibile entrare per sgomberare gli edifici.
L’area non è ancora stata ceduta dalla Regione all’amministrazione.
  ------------------------------------   da La Nuova Sardegna DOMENICA, 11 GENNAIO 2009 Le emergenze.
Dai cantieri infiniti al centro agli interventi urgenti nelle periferie Il lungo viaggio nella città che non funziona Un 2009 impegnativo per la giunta Giovannelli tra quartieri dimenticati e vie disastrate           OLBIA.
Come polvere nascosta sotto il tappeto dalla massaia scaltra.
Le piccole emergenze della la città che non funziona crescono nel silenzio.
Esposizione di inefficienza che a forza di essere vista non viene più notata.
Così il non finito diventa uno stile architettonico, il blocchetto a vista, la buca perenne, delle entità con cui convivere.
Lo straordinario ingrigisce nel banale.
Dal centro alle periferie il campionario di quello che non funziona è interminabile.
Dai cantieri infiniti alle strade disintegrate.
Disponibili in tutte le forme e dimensioni.
C’è una fetta di città che aspira a diventare la nuova Atlantide e annega in 10 centimetri d’acqua.
 La sfida nel 2009 per la giunta [...]

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