OLBIA GALLURA Alluvione e gravi danni. La colpa è dell'uomo

  da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008 Olbia, la costa ha vissuto un vero incubo I danni maggiori dove c’è più cemento Scuole evacuate, strade impercorribili       di Guido Piga OLBIA.
I fiumi sono entrati dentro le case, lì dove i Comuni hanno rilasciato concessioni a getto continuo, per decenni, senza regolamentazione.
C’è tutta una geografia del dissesto urbanistico che emerge in queste ore di piogge eccezionali, 67 millimetri ieri a Olbia e Golfo Aranci in cinque ore, 130 tra Porto San Paolo, San Teodoro, Budoni.
Pareti d’acqua e fango hanno abbattuto muri, ponti, tombini, allagato ville, danneggiato strade.
Non ci sono feriti, vigili e protezione civile hanno salvato un agricoltore finito con il trattore nella piena di un ruscello e un’anziana dentro la sua abitazione circordata dall’acqua.
Lo Stato ha tirato fuori dai guai centinaia di cittadini ai quali una sua parte, periferica, autonoma, ha concesso molti metri cubi, nessun servizio di sicurezza minimo.
 E’ stata una giornata terribile, annunciata dai bollettini meteo, sì, ma esplosa in poche ore.
Alle 8 del mattino, dopo una notte di pioggia abbondante, al centralino dei vigili del fuoco di Olbia non era arrivata neanche una segnalazione.
Un’ora dopo, era già emergenza.
Richieste di intervento sono giunte da tutti i quartieri della città, molte vie si sono allagate, non è stato necessario chiuderle perché erano impercorribili.
Tutta la macchina dei soccorsi è stata sottoposta in pochi minuti a uno sforzo immane: era un allarme continuo su tutta la fascia costiera da Budoni alla Costa Smeralda, passando per San Teodoro, Porto San Paolo, Golfo Aranci, Porto Rotondo.
 La provincia ha allestito la prima unità di crisi della sua breve storia per coordinare coordinare gli interventi, senza sprecare tempo né risorse.
 A Pittulongu, zona di Olbia ancora alle prese con un piano idrogeologico da approvare e caricata negli anni di troppo cemento, un ruscello è diventato un’onda di piena altra due metri, è stato gonfiato dalle costruzioni, dai tombini troppo stretti.
«L’abbiamo detto più volte al Comune, mai una risposta» dice Matteo De Turco, il proprietario di una villa che è stata invasa dall’acqua, con un muro di di cinque metri demolito.
I vigili del fuoco, 70 uomini al lavoro da ogni parte del nord Sardegna, hanno salvato un’anziana la cui casa era circondata, accanto alla spiaggia.
Nella zona industriale, si è allagata un’industria che con l’acqua lavora, la lavanderia industriale Clea.
Le cinquanta [...]

Leggi tutto l'articolo