OLBIA GALLURA La raccolta fondi per villa Chiara: sabato cena di gala all’hotel Melià

  da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 17 DICEMBRE 2008 Morto il ragazzo in coma dopo lo schianto Il cuore di Alberto Deiana non ha retto, inutile il ricovero al San Francesco di Nuoro   di LUCA ROJCH  OLBIA.
Alberto ha smesso di combattere.
Il suo cuore da guerriero si è fermato.
Il giovane, che domenica in auto con il fratello Maurizio si è schiantato contro un pilone di acciaio in via dei Lidi, è morto.
Troppo gravi le sue condizioni.
Inutile il ricovero a Nuoro.
Il ragazzo di 19 non si è mai risvegliato dal coma.
Nella notte il filo della speranza si è spezzato.
Alberto Deiana è morto.
 L’auto su cui viaggiava, una Lancia Y, si è schiantata contro un pilastro nella rotatoria che dalla fine dei via dei Lidi porta alla zona industriale.
Alla guida c’era il fratello Maurizio, 21 anni.
Verso mezzanotte tornavano a casa.
Da poco si sono trasferiti con la loro famiglia a Olbia 2.
La macchina lanciata ad alta velocità è schizzata via sull’asfalto più simile a una pista da sci che a una strada.
Pioveva da alcuni minuti e il manto era diventato come sapone.
Forse una buca si è trasformata in un trampolino.
La Lancia è decollata appena è entrata in curva e si è impastata sul pilone.
Lamiera come gomma.
L’auto si è piegata.
Sull’asfalto la frenata disperata, lunga 60 metri.
Alberto ha colpito fortissimo con la testa il montante.
Il pilone ha preso nel mezzo la macchina e ha spinto il sedile del guidatore in avanti.
Entrambi avevano la cintura.
Non è servita a nulla.
L’abitacolo ha collassato.
Gli è quasi crollato addosso.
 Per far uscire i due giovani dalla macchina sono arrivati i vigili del fuoco.
Le condizioni di Alberto Deiana sono sembrate disperate.
Il ragazzo è arrivato prima al Giovanni Paolo II.
Poi in coma è stato trasportato al San Francesco di Nuoro in neurochirurgia.
Ma nella notte le sue condizioni si sono aggravate ancora di più e il ragazzo, che lavora come stagionale in zona industriale, è morto.
Da poco si era fidanzato.
Cominciava a costruire pezzo dopo pezzo la sua vita, spenta contro un pilone.
La ricostruzione della dinamica dell’incidente è stata fatta dagli uomini della polizia stradale, guidati dal comandante Andrea Chiminelli.
Era quasi mezzanotte, e per strada non c’era nessuno.
Il ragazzo che era alla guida è stato subito sottoposto al test dell’etilometro.
Risultato negativo.
Chi guidava la macchina era sobrio.
 Il dramma di Alberto è quello della famiglia.
Il fratello Maurizio, che lavora in un impresa edile con il padre, non si dà pace.
Alberto si è [...]

Leggi tutto l'articolo