OLBIA TEMPIO Non si vedono cowboy a cavallo con pistole e speroni. L’assalto alla diligenza, alla terra da conquistare, si fa in doppio petto.

   da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009 Il nuovo piano di Pittulongu subito in consiglio Nota del presidente Pizzadili alla commissione perché il regolamento arrivi in aula        di Luca Rojch OLBIA.
Non si vedono cowboy a cavallo con pistole e speroni.
L’assalto alla diligenza, alla terra da conquistare, si fa in doppio petto.
Armati di codice e carta bollata.
Pittulongu come il far west in cui l’unica certezza è l’incertezza delle regole.
Il rischio che la legge sia diversa per tutti si materializza giorno dopo giorno.
La commissione urbanistica gira alla moviola e non riesce a discutere il piano di risanamento.
I tribunali dànno ragione a chi chiede la licenza per costruire.
Il monte dei metri cubi diminuisce, prezioso cucuzzolo, era già una mezza collina.
Tra un po’ diventerà una spianata.
Il cemento si conterà solo con il contagocce.
 Un paradiso senza regole, con più progetti che cemento a disposizione.
Il piano di risanamento rimane incagliato nella burocrazia.
Ora anche il presidente del consiglio comunale, Tonino Pizzadili, invia una nota di richiamo alla commissione.
Lascia da parte i guanti istituzionali e mette i guantoni.
Con la gentilissima missiva informa il presidente che vuole portare subito in consiglio comunale il nuovo piano di Pittulongu.
Terremoto assicurato.
Da una parte i consiglieri di minoranza sono felici, si parla del piano che deve dare le regole al quartiere fantasma.
Dall’altra lanciano l’allarme di una approvazione a scatola chiusa del piano.
Si rischia di dare il via libera a un piano di cui si conoscono solo una minima parte dei contenuti.
«Non è un rischio remoto - dice Carlo Careddu, Pd -, ma una realtà molto concreta.
Da tempo chiediamo che si discuta il piano di risanamento di Pittulongu.
Per mesi abbiamo assistito a una melina della maggioranza che non ha voluto discutere.
Nello stesso tempo il Tar dà ai proprietari la possibilità di costruire.
In molti casi si passa dallo sportello del Duap.
Con un’autocertificazione si comincia a costruire in 20 giorni.
Così si mangia il monte delle volumetrie».
 Il caso della Polo holding, che dimezzato le volumetrie per trovare un accordo con il Comune, è solo uno dei tanti che l’amministrazione deve gestire.
La società è pronta a scendere da 16 mila metri cubi a 7 mila pur di portare avanti il suo progetto intorno allo stagno.
Per rendere più convincente l’offerta sul tavolo del sindaco c’è anche una eventuale richiesta danni da 5 milioni di euro che la società chiede [...]

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