OLTRE…

    L’esperienza autentica di Dio esige una purificazione liberatrice e continua del nostro egoismo, delle nostre passioni e della nostra sufficienza.
La preghiera, così come l’esercizio di fede, amore, fiducia e speranza, è la risposta a Dio che ci chiama e parla nella nostra vita.
E’ sorgente di costante fedeltà alla missione ed esige la generosità necessaria nel difficile processo della nostra liberazione personale e del nostro lavoro d’evangelizzazione liberatrice.
I cristiani dovrebbero camminare nella terra come cittadini del cielo.
(P.
Camillo Maccise)     E’ tentazione ricorrente ridurre la preghiera a devozione sentimentale estranea ai drammi della storia, senza alcuna incidenza sull’esistenza e sulle relazioni sociali.
“L’orazione come atteggiamento di vita conduce a scoprire il volto di Dio nelle situazioni conflittuali, nei problemi sociali, nelle preoccupazioni dei poveri, nei quali bisogna riconoscere i tratti sofferenti di Cristo, il Signore, che ci mette in discussione e ci interroga”.
La preghiera è “fonte di amore gratuito”, di dedizione incondizionata e disinteressata all’umanità sofferente, ai poveri, agli oppressi, ai “popoli crocifissi”.
L’esperienza di Dio, dunque, è un’esperienza di rottura radicale con l’ordine mondano, operando un taglio verticale nell’esistenza dell’uomo, che nell’aprirsi all’irruzione dell’Eterno, muore all’egoismo, abbattendo i confini del colpevole conformismo.
L’unione con Dio esige un cammino di purificazione che è liberazione dal giogo delle passioni e superamento dell’isolamento egocentrico.
Le tragedie che costellano la storia dell’età contemporanea nascono tutte dalla fallace convinzione che l’uomo è il padrone del proprio destino.
La pretesa dell’autosufficienza è il terreno su cui sono germinati i sogni prometeici che hanno portato soltanto devastazione e desolazione.
La ragione contemporanea, chiusa alla trascendenza e prigioniera dell’immanenza, divora se stessa – organo di arbitraria e violenta manipolazione del creato – non percependo più la costitutiva dipendenza dell’uomo e di tutte le cose da Dio.
E’ la caduta nell’abisso del nichilismo e del cieco dominio degli istnti.
Nella preghiera siamo chiamati a rispondere ad un Dio che parla attraverso le vicende della storia.
L’amicizia con Dio non è fuga dalla realtà, non è rifugio nelle dolci consolazioni spirituali, ma è fattore di trasformazione della vita e della società.
Afferma M.
Herraiz, nel suo bellissimo libro [...]

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