OLTRE A ME...ANCHE LA RIVOLUZIONE CUBANA COMPIE 50 ANNI

Il 1 gennaio del 1959, dopo più di un anno di guerriglia sulla Sierra Maestra e con l’appoggio della stragrande maggioranza della popolazione, nonché di larghe fasce della media e piccola borghesia colta, il movimento rivoluzionario “26 luglio” - con alla testa Ernesto “Che” Guevara e Camilo Ciénfuegos - entrava vittorioso a Santiago de Cuba da dove in tutta fretta era fuggito (come tutti i dittatori) Fulgencio Batista, dando inizio alla più duratura e contestata, amata ed odiata rivoluzioni di tutti i tempi.
A distanza di 50 anni da quel giorno, le conquiste e le storture della Rivoluzione con la “R” maiuscola fanno ancora discutere e accendono gli animi di ambo le parti; questo vuol dire che, comunque sia e qualsiasi giudizio se ne voglia dare, quel manipolo di donne e uomini eroici che combatterono contro la soverchiante potenza di un dittatore, fantoccio della più grande potenza militare del mondo, sono riusciti a creare quasi dal nulla qualcosa di indistruttibile: un orgoglio e una coscienza di sé di un popolo che non piegherà mai la testa.
Sarà forse per questo che Cuba ti prende l’anima e non la lascia più.
Si può avere nostalgia di un Paese che non è il tuo, che hai visitato solo per un mese? Sì, io ce l’ho, ma non ne so spiegare il motivo a parole, so che non è solamente l’amore di una nostalgica con i paraocchi innamorata di un’ideale irrealizzato.
Le ho viste e le ho sentite dalla viva voce dei cubani, le cose che non vanno bene.
Ma nulla mi potrà far dimenticare i bambini felici che fanno ginnastica sulla Plaza Vieja, le riunioni scolastiche piene di genitori la domenica, la solidarietà, la cordialità, l’accoglienza, la casa di riposo con gli anziani in riunione che programmano le attività della settimana, le scuole ovunque anche in mezzo alla selva anche per pochi bambini, i campus universitari che noi “paesi ricchi” ce li sogniamo o ce li paghiamo a caro prezzo  (chi può) e mille altre cose.
Non avranno i nostri inutili telefonini e le televisioni piatte, i nostri abiti firmati e la nostra sovrabbondanza di cibo ma ………………..nel mondo 20.000.000 di bambini questa notte dormiranno per strada e nessuno di loro è cubano, nei ricchissimi USA  15.000.000 di bambini hanno diritto solo all’assistenza sanitaria minima e Cuba esporta i suoi medici ovunque ce ne sia bisogno e non solo in cambio di petrolio.
In Italia c’è ancora gente che non sa leggere e scrivere, a Cuba anche il più umile dei lavoratori ha ricevuto un’istruzione gratuita; e tutto questo [...]

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