Obolo?

Con la tassa sui condizionatori l'estate degli italiani diventa ancora più bollente.
Anche l'aria condizionata esige la sua imposta, diretta o indiretta, come quella introdotta da una direttiva europea sulle emissioni di anidride carbonica. A far emergere il nuovo balzello "nascosto" Federconsumatori e Adusbef che stimano l'aggravio in circa 200 euro a famiglia.
"Sono arrivati a tassare anche l'aria", affermano in una nota.
La direttiva obbliga i proprietari a possedere un libretto di impianto, oltre a introdurre controlli dei condizionatori ogni quattro anni per gli impianti sopra i 12 chilowatt.
L'Italia è obbligata a recepire questa direttiva che, secondo quanto riporta Federconsumatori, "paragona i condizionatori agli impianti di riscaldamento".  Brutte notizie per gli aspiranti furbetti, sono previste delle multe salate per chi non è in regola, dai 500 ai 3mila euro.
 Per il rilascio del libretto e del primo bollino per i condizionatori Federconsumatori e Adusbef stima una spesa di 180/220 euro, che salgono a circa 300 se i condizionatori in casa sono più di uno.
A questi costi si aggiungono le ricadute indirette perché il prelievo sui  condizionatori negli esercizi commerciali, nei ristoranti, negli studi di professionisti rischia di ripercuotersi sulle tasche dei cittadini.
Le due associazioni annunciano battaglia, si dicono "pronte, in sede europea ed anche in ambito nazionale, a mettere in campo tutti gli strumenti per la cancellazione di tale obolo".   "Non è assolutamente una tassa, ma solo il recepimento di una direttiva Ue”, spiega Davide Bonori, referente della Cna impianti di Bologna.
“E chiarisco, siamo d'accordo sia con il libretto, che viene redatto dal responsabile dell'impianto, sia con i controlli di efficienza energetica”.
Sono i conti, per Bonori, a non tornare: “Le cifre che vengono riportate mi sembrano spropositate.
Trecento euro di spesa? Assolutamente eccessivo”.
Per i cittadini, in ogni caso, si parla di esborsi aggiuntivi: "Servono per evitare quei black out che fanno infuriare i cittadini stessi.
E comunque i controlli sono obbligatori per gli impianti sopra i 12 kW, parliamo di installazioni di una certa dimensione.
Non i condizionatori di una casa normale, per intenderci".
La Cna impianti di Bologna apre al confronto con le associazioni dei consumatori: “Incontriamoci e parliamone per dare alla gente una corretta informazione”, è l'appello di Bonori.
E mentre l'affare condizionatori continua a tenere banco, l'estate italiana è sempre più rovente.
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