Ocse

Ocse: il 39% dei giovani italiani sono senza lavoro La disoccupazione tra i giovani continua a crescere, e sempre più spesso è di lunga durata.
In Italia, in particolare, la situazione è drammatica: 39% dei giovani sono senza lavoro, dato inferiore solo a quello di Grecia, Spagna e Portogallo.
E' l'allarme lanciato dall'Ocse in chiusura della ministeriale, accompagnato a un monito ai governi, chiamati ad ''agire immediatamente'' per ridare prospettive a chi non riesce ad entrare nel mondo del lavoro.
Ciò che preoccupa soprattutto è l'incessante aumento dei giovani "Neet", ovvero di quelli che non hanno un lavoro e non sono nemmeno in educazione o formazione.
Nell'insieme dell'area Ocse sono ormai 22 milioni, e in Italia superano il 21% tra gli under 25.
Un problema che esisteva già prima della crisi, ma adesso ''da serio è diventato drammatico''.
Per affrontarlo, i 34 Paesi membri dell'Ocse hanno stilato un ''piano d'azione'', articolato su due pilastri.
Prima di tutto, misure rapide, di breve termine, che offrano ''una garanzia di risorse ai giovani disoccupati'', e soprattutto a quel 20% che è senza lavoro da almeno un anno, e che farà sempre più fatica a rientrare nel mercato.    Le azioni d'urgenza, però, non bastano: occorrono anche interventi di più lungo respiro, che vadano a toccare i problemi strutturali.
In Italia in particolare, spiega sempre l'esperto Ocse, occorre intervenire sul sistema educativo e sull'elevata dispersione scolastica: ''Il numero di giovani che non finiscono neanche la scuola secondaria è molto alto, pochi si iscrivono all'università e ancora meno la finiscono'' e spesso chi esce da scuola non ha le competenze richieste dal mondo del lavoro.
Inoltre nel nostro Paese ''si è disinvestito nella formazione tecnica di qualità", anche per un problema di percezione da parte delle famiglie, che spesso la ritengono meno auspicabile di un percorso accademico per i loro figli.

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