Odio Milano

Ma domattina dovrò affrontarla un'altra volta.
Milano e i suoi inutili riti.
Sveglia all'alba (per poter stirare impeccabilmente la camicia per potermi presentare decentemente ad una inutile riunione), veloce tuffo nel ritardato traffico di una metropoli inefficiente.
rito del caffé presso un bar fuori moda dove viscidi camerieri ti salutano con un anacronistico "Buongiorno dottore", ingresso nel carcere dove passare in pochi minuti da 32 a 22 gradi e viceversa, accensione del pc per leggere centinaia di mail inviate da psicotici di ogni parte d'europa...
Una mia amica mi ha telefonato entusiasta da Ischia raccontandomi non tanto della splendida natura quanto di tutti quegli episodi di esuberante e affettuosa napoletanità che solo da quelle parti sembrano capitare.
Anch'io mi ricordo della cortesia, della disponiblità, della simpatia, della follia contagiosa.
Che non è solo di Napoli, ma di tante parti del centro-sud, che è di tante realtà piccole e paesane, che trovi un po' ovunque.
Mi dispiace dire che odio la mia città...

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