Oggi mi sballo

Oggi mi sballo, è uno di quei giorni che non lavoro.
Il lunedì è duro mi manca l’inizio della settimana, il venerdì è più facile, come fosse anticipo di weekend.
Oggi è venerdì.
Non ho voglia di fare nulla.
Vorrei stare con Lei, la desidero, non posso! Per questo mi sballo.
A modo mio.
Che cazzo mi frega delle canne! So bene fluttuare in altri modi, per me più appaganti.
Oggi mi sballo di cibo, preparandomi, assurdamente a mezza mattinata, una immensa grigliata di costolette di maiale, accompagnate da una salsa barbecue americana, e pancetta abbrustolita, che cospargo di Smoked Tabasco.
Mangio avido, solo con le mani, la carne scotta, le labbra si sbrodolano, appiccicose di salsa, come avessi un rossetto sbaffato.
I polpastrelli untuosi, impiastricciati.
Sorta di eccitante degrado.
Sono solo, me lo posso liberamente permettere.
Non so bene perché m’intriga confessarlo esibizionisticamente, spudoratamente in questo testo che pubblicherò sul blog appena finito.
Oggi mi sballo di alcol, ho aperto un prosecco, gelato, frizzante, di poche pretese, che allungo col ghiaccio, un wine cola, che m’inebria già a metà bottiglia.
Finito di mangiare, satollo, continuo a sorseggiarlo, avido.
La bottiglia sulla scrivania di vetro, mentre scrivo.
Oggi mi sballo di musica, ho scelto gli U2 che suonano a palla “Acthung baby”, i bassi potenziati dal soubwoofer.
Oggi mi sballo con un sigaro toscano, me lo metto in bocca intero, senza accenderlo, fumerò dopo.
Ho voglia di godere tattilmente.
Come si fa a suggere una sigaretta, un cilindro perfetto, stretto, liscio, insapore, quasi plastica? Il toscano è ruvido, segnato dalle venature di foglie, aspro, amaro.
Sa di vita, di materia organica.
Le labbra ne assaporano il sapore aspro, se lo girano in bocca strusciandosi contro lascive, lo leccano per ammorbidirlo.
Se mi rilasso sussulta, le labbra serrandosi lo riafferrano, in un continuo sensoriale inseguimento.
Con una mano sul mouse, l’altra lo struscia sulle labbra riarse dal prosecco e ipersensibilizzate.
Seducente toscano da baciare.
Lo mordo leggero come fosse eccitato capezzolo di donna.
Oggi mi sballo di desiderio di Lei, seduto nudo davanti al computer.
La poltrona, vecchia icona manageriale, ricoperta di un vecchio asciugamano bucato che m’accompagna da sempre, come una coperta di Linus, per evitare che pelle s’appiccichi a pelle.
Il tepore d’estate imminente sulla pelle.
Oggi mi sballo scrivendo, sto fluttuando, inseguo un desiderio.
La sazietà m’appaga, il prosecco è finito, la musica s’attenua, il [...]

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