Olbia. Arriva il commissario, bravo centrodestra

  da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 14 AGOSTO 2008 L’opposizione mostra i muscoli: «Convocate subito il Consiglio»       «Divisioni e polemiche dentro il centrodestra paralizzano la città» di LUCA ROJCH  OLBIA.
Alla ricerca di una dose di autostima e di una concessionaria in cui potersi riunire il centrosinistra prova a mettere in mora la maggioranza.
I 13 consiglieri della minoranza firmano compatti una richiesta di convocazione del consiglio comunale.
Primo punto all’ordine del giorno è la soluzione della crisi.
In teoria una volontà di mettere in mora il centrodestra.
Il presidente del consiglio Tonino Pizzadili dovrebbe entro 20 giorni convocare il consiglio.
Pizzadili potrebbe già essere al mare e non leggere la richiesta.
 La vacazio balneare potrebbe durare fino a metà settembre.
Ma più che uccidere la maggioranza il centrosinistra cerca di mostrare segni di vita.
Sussulti in un elettrocardigramma quasi piatto.
Stanco di stare alla finestra a vedere il centrodestra che riesce a fare un po’ di tutto, maggioranza, opposizione, cabaret, riunioni plenarie con rivoluzioni alla camomilla.
Adesso cerca un ruolo da protagonista nella telenovela azzurra diventata un po’ noiosa.
Per ora gli incontri di Forza Italia, al di là dei nuovi modelli di auto, non sono serviti a far cambiare marcia alla crisi.
Le settimane si accumulano in uno stato di paralisi.
Il primo sacrificio è di poco conto.
Senza la variazione di bilancio Jovanotti non canterà, ma sul palco si attende Giovannelli e più di lui i 13 dissidenti del Pdl.
Il confronto tra le parti ancora non è avvenuto.
E il faccia a faccia all’interno di Forza Italia sembra ancora poca cosa.
Per questo i consiglieri di opposizione hanno presentato la richiesta la presidente Pizzadili di riunire il consiglio.
Sulla carta lo deve fare entro 20 giorni.
«In questi mesi abbiamo fatto andare avanti i lavori dell’amministazione - spiega Rino Piccinnu - in commissione e in consiglio.
Ora è necessario sbloccare questa fase di stallo che danneggia la città e si trascina da troppo tempo.
Bisogna parlare della crisi nella sua sede naturale, in consiglio».
Luigi Damigella è ancora inalberato dopo la scelta del presidente Pizzadili di cancellare la seduta a qualche ora dall’inizio.
«È un attacco alla democrazia - dice Damigella -.
La morte della democrazia.
Siamo convinti che la città non possa più attendere.
Il centrodestra deve dare risposte.
Per ora della crisi si è discusso solo nei bar.
Non credo sia il luogo opportuno».
Se la democrazia è morta [...]

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