Omaggio a Ray Bradbury

"Immaginate un bambino di quasi nove anni che, seduto sulla soglia spalancata di una notte estiva, sparpaglia attorno a sé la sua raccolta di fumetti di Buck Rogers, con Buck e Wilma sul Pianeta Rosso.
Il ragazzo raccoglie e legge un altro capitolo degli "Dei di Marte" di Edgar Rice Burroughs (...) Ora spalanca gli occhi e le labbra muovono silenziose parole pronunciate in un sussurro.
"Marte.
Oh Marte, portami a casa!".
E dal suo corpo, l'anima scivola via silenziosa per navigare dolcemente verso Marte e non tornare più.
Chi era quello strano e curioso ragazzino fermo nella distesa notturna di quel vuoto 1930? Potreste essere voi, posso essere io.
Sì, io Raymond Bradbury, nato il 22 agosto del 1920 a Waukenag, Illinois, destinato a viaggiare su Marte e da quella notte non tornare più".
Ray Bradbury ci ha lasciato, ma in tanti, in milioni, per tantissimi anni, hanno viaggiato nel tempo e nello spazio con lui, hanno visto mondi lontani, hanno vissuto avventure fantastiche, attraverso i suoi libri e in tanti, per moltissimi anni ancora, continueranno a farlo, perché le sue storie continueranno ad essere lette.
Bradbury aveva 91 anni.
Quando ne aveva compiuti 85, amava dire, ridendo: "Non sono molti se usciamo da una prospettiva terrestre.
Quando mi guardo allo specchio, la persona che ho di fronte è un giovane ragazzo, con la testa ed il cuore pieni di sogni ed eccitazione e un inarrestabile entusiasmo per la vita.
Certo, ha i capelli bianchi, e allora? Spesso la gente mi chiede come faccio a restare così giovane e la risposta è semplice: basta vivere una vita in cui ti mescoli con qualsiasi tipo di attività, qualsiasi tipo di metafora, qualsiasi tipo di amore.
E nella quale trovare il tempo di ridere, trovare ogni volta qualcosa che ti rende veramente felice, ogni giorno della tua vita.
E questo è quello che ho fatto io, dai miei primi giorni ad oggi.
E per mia fortuna sono stato sostenuto dalla passione, soltanto passione.
E' un dono divino, non ha nulla a che vedere con la disciplina o con qualche regola.
Io scrivo senza regole precise.
Credo che proporsi preventivamente un piano uccida la creatività.
Io le storie le voglio vivere mentre le scrivo".
E' stato uno straordinario scrittore Ray Bradbury, uno dei più importanti e influenti del secolo scorso.
Ci ha fatto sognare, viaggiare nel tempo e nello spazio, ci ha parlato di noi raccontando il futuro, ha immaginato cose che sono diventate realtà, ha capito prima e meglio di altri l'evoluzione delle tecnologie e come avrebbero cambiato la nostra vita.
Non ha [...]

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