Omicidi senza colpevoli, caccia a 38 assassini senza volto

A Napoli catturato il 33% dei killer, in provincia resta libero l’80%.
Castellammare la città più violenta Mariano Borrelli non sapeva certo di essere destinato ad essere il cinquantasettesimo morto ammazzato nel 2009, in strada a Scampia il suo corpo e quello che, per il momento, è il 38° caso senza soluzione.
I numeri raccontano una realtà: su 24 delitti commessi in provincia di Napoli nel 2009 solo sei hanno un colpevole (circa il 21%), i 19 omicidi compiuti a Napoli città hanno portato ad individuare i colpevoli in sei casi (33%).
Senza contare il 55% di delitti risolti in provincia di Caserta.
Una statistica aggiornata costantemente anche on line dal sito delittiimperfetti.com.
Intorno la metropoli si uccide senza lasciare tracce.
È successo per quattro volte a Castellammare di Stabia (la città con più omicidi): il sette gennaio, di primo mattino, gli assassini spararono otto colpi contro Antonio Vitiello, operaio di 55 anni, era al volante della sua auto, le ferite gli hanno consentito di parcheggiare, abbassare il capo e morire al ciglio di un marciapiede di Scanzano; fece tremare la città l’assassinio di Luigi Tommasino, consigliere comunale del Pd, una moto portò accanto alla sua auto i killer che spararono senza pietà, dinanzi agli occhi del figlio tredicenne di Tommasino; Aldo Vuolo, detto «o’ nasone», è morto invece il 24 marzo tra i vicoli del rione Capo Vivo, colpi di pistola nella guerra infinita che vede protagonista il clan D’Alessandro; il primo luglio la morte di Antonio Scotognella, 36 anni, i killer, sulla spiaggia della Palombara, hanno mirato alle gambe ma alcuni colpi gli hanno trapassato l’addome spappolandoglielo.
Pistole, mitra, proiettili.
Ma in due occasioni gli assassini hanno utilizzato altri sistemi per uccidere.
Giuseppe Imperatrice è stato ammazzato di botte a San Sebastiano il 14 aprile; imprenditore del settore edile è stato caricato a forza a bordo di un’auto e scaricato all’esterno dell’ospedale di Pollena.
Sul suo corpo i segni di un pestaggio a sangue e a morte: in questo caso ci sono stati due arresti, due operai che lavoravano per lui.
Killer senza volto per un morto senza nome a Terzigno: il 9 febbraio in un fondo agricolo è stato trovato il corpo di un uomo con il capo fracassato, era nascosto da buste di immondizia e pneumatici usati; nessuno ha chiesto di lui.
La linea di violenza e sangue che attraversa, come una ragnatela la provincia.
Dalla panchina di Poggiomarino dove è stato freddato Nicola Nappo (era seduto accanto a una ragazza) a Boscoreale [...]

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