Omicidio Crotti, il gip: «Premeditato anche il rogo del corpo»

Chiara Alessandri, rea confessa dell’omicidio di Stefania Crotti, nega di aver bruciato il cadavere della donna rinvenuta morta nel Bresciano.
Secondo quanto riporta Il Messaggero, gli inquirenti trovano inverosimile che il cadavere della mamma bresciana sia stato carbonizzato da qualcun altro.
Tesi avvalorata dal fatto che sia stata trovata una tanica di benzina in una delle auto di Chiara Alessandri.
L’imputata si difende dicendo che la benzina le fosse servita qualche tempo prima a rimettere l’auto in moto, ma il giudice non le crede.
Aggiunge, inoltre, che l’omicidio sia stato premeditato fin dall’inizio di gennaio, e che nulla fosse stato lasciato al caso.
Chiara Alessandri, ex amante del marito di Stefania Crotti, afferma tuttavia di aver ucciso la donna per errore, dopo averla spinta contro lo spigolo di una porta.
Ma l’autopsia ha rilevato delle ferite sulla testa della vittima, che possono essere ricondotte a un oggetto appuntito, ovvero il martello trovato sotto il corpo senza vita.
Troppi dettagli incastrano Chiara Alessandri, fra i quali i sopralluoghi che già il giorno prima dell’omicidio avesse effettuato nel Bresciano.
Probabilmente per individuare il luogo migliore dove abbandonare il cadavere.
In un’intervista a Pomeriggio 5, la sorella di Stefania Crotti ha rivelato che il rapporto fra la donna e il marito era in una fase di miglioramento, e che la relazione extraconiugale con Chiara Alessandri fosse terminata.
Evento che potrebbe aver fatto scattare in lei la furia omicida.