Operazione “Free village”, Corapi resta in carcere

Cronaca venerdì 17 settembre 2010, ore 20.10 Operazione “Free village”, Corapi resta in carcere Il tribunale del riesame di Catanzaro ha confermato la custodia cautelare in carcere a carico del 63enne Francesco Corapi, uno dei quattro destinatari dell’ordinanza cautelare eseguita il 6 settembre con l’operazione “Free village”.
Agli indagati, tutti del basso Ionio catanzarese, è contestata l’estorsione aggravata dalle modalità mafiose ai danni di società del centro e nord Italia impegnate anche con grossi investimenti nel settore turistico alberghiero nel soveratese, zona che, peraltro, è interessata da una violenta faida per il controllo del territorio.
Il giorno del blitz, inoltre, in manette è finito anche Sergio Mastroianni, 49 anni, guardia giurata in servizio nel villaggio turistico “Sant’Andrea”, sottoposto a fermo con l’accusa di favoreggiamento personale mentre, secondo l’accusa, stava avvertendo due dei destinatari delle misure cautelari del possibile arresto, e poi tornato in libertà con il solo obbligo di dimora nel comune di residenza.
I giudici del collegio hanno respinto il ricorso presentato dall’avvocato Francesco Gambardella nell’interesse di Corapi contro il provvedimento cautelare che ha portato l’indagato dietro le sbarre, con ciò confortando le accuse messe in piedi dalla Direzione distrettuale antimafia sulla scorta degli elementi d’indagine raccolti dalla Squadra mobile di Catanzaro.
Quegli stessi elementi hanno portato il gip distrettuale antimafia, Camillo Falvo, a disporre la custodia in carcere anche per Mario Mongiardo, 42 anni, ritenuto un elemento di primo piano della cosca Gallace di Guardavalle, e principale accusato di estorsione aggravata alla società IperClub, di Roma, e della Fram groop di Taranto, che dal 2003 è proprietaria di 120 appartamenti a Sant’Andrea dello Ionio; nonché un provvedimento di custodia agli arresti domiciliari a carico della moglie e della figlia di Mongiardo, Cosimina Samà, 43 anni, e Marianna, 18 anni.
Anche nell’interesse dei tre componenti del nucleo familiare i rispettivi difensori (Armodio Migali per Mongiardo, e Salvatore Staiano per le due donne) hanno presentato al tribunale del riesame i relativi ricorsi, che saranno discussi la prossima settimana.

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