Ora all’Italia non servono eccitanti ma del Lexotan.

Mentre la trattativa M5s-Pd va avanti a rilento, mi auguro che nel duro dibattito pubblico dei prossimi giorni molti intellettuali di destra e di sinistra e tanta gente pensante rinuncino ad accendere fuochi o fuocherelli. Il clima da guerra civile non giova a nessuno.
Il dibattito aspro sul nuovo governo, se si farà, durerà a lungo. Così come la discussione su come affrontare le elezioni in caso di non nascita o fallimento del Conte Bis avvolgerà il dibattito pubblico per mesi. Ci sono in giro posizioni nette e trasversali. Si trovano sostenitori del nuovo governo nella sinistra radical e fautori del voto subitissimo fra cerchiobottisti e liberal di destra o di sinistra.
Anche Matteo Salvini, a mio parere, non è così convinto di andare subito al voto. Ci andrebbe come un pirla che si è fatto sbattere fuori dal governo avendo immaginato di essere lui quello che sbaraccava tutto e dopo aver subito in parlamento la lezione di democrazia dall’avvocato Giuseppe Conte. I sondaggi dicono...

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