Orlando furioso: capitolo 21

1 Né fune intorto crederò che stringa soma così, né così legno chiodo, come la fé ch'una bella alma cinga del suo tenace indissolubil nodo. Né dagli antiqui par che si dipinga la santa Fé vestita in altro modo, che d'un vel bianco che la cuopra tutta: ch'un sol punto, un sol neo la può far brutta.
2 La fede unqua non debbe esser corrotta, o data a un solo, o data insieme a mille; e così in una selva, in una grotta, lontan da le cittadi e da le ville, come dinanzi a tribunali, in frotta di testimon, di scritti e di postille, senza giurare o segno altro più espresso, basti una volta che s'abbia promesso.
3 Quella servò, come servar si debbe in ogni impresa, il cavallier Zerbino: e quivi dimostrò che conto n'ebbe, quando si tolse dal proprio camino per andar con costei, la qual gl'increbbe, come s'avesse il morbo sì vicino, o pur la morte istessa; ma potea, più che 'l disio, quel che promesso avea.
4 Dissi di lui, che di vederla sotto la sua condotta tanto al cor gli preme, che n'arrabbia...

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