Osteoporosi tra le patologie sociali

di Fabio Pisciuneri e Francesco Filomarino 15  novembre 2003 Osteoporosi tra le patologie sociali       La necessità di inserire, nel redigendo PSR della Calabria, l’osteoporosi  (1) tra le patologie di rilievo sociale, nasce dal fatto che anche il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 ritiene tale patologia “un rilevante problema sanitario” (cfr.
Piano Sanitario Nazionale 2003-2005, cap.
3.2.7.
– Le malattie reumatiche ed osteoarticolari), come risulta dai dati nazionali, per nulla confortanti.
Si legge, infatti: “La malattia coinvolge 1/3 delle donne tra i 60 e i 70 anni e 2/3 delle donne dopo gli 80 anni, e si stima che il rischio di avere una frattura da osteoporosi sia nella vita della donna del 40% contro un 15% nell’uomo.
Particolarmente temibile è la frattura femorale per l’elevata mortalità (dal 15 al 30%) e per le invalidanti complicanze croniche ad essa associate.” Tra i fattori di rischio più importanti, il Piano Sanitario Nazionale, cita: “...la menopausa precoce per le donne, il fumo, l’abuso di alcolici, l’uso di corticosteroidi, la magrezza, il malassorbimento intestinale, alcune patologie endocrine”.
Per poi concludere: “...fondamentale è la prevenzione, con misure volte a migliorare lo stile di vita alimentare e fisico nei soggetti giovani ed anziani e con l’impiego delle metodiche densiometriche nei soggetti a rischio.” Peraltro queste considerazioni fanno il paio con quelle contenute nell’Indagine Conoscitiva della Commissione Sanità del Senato “Sui problemi socio-sanitari connessi alla patologia osteoporotica” i cui lavori sono terminati il 7 maggio u.s.
con l’approvazione, all’unanimità, di un documento dai contenuti molto rilevanti.
Vale la pena di segnalarne alcuni: “...Il Ministero della Salute dovrebbe impegnarsi a considerare con urgenza l’inclusione dell’osteoporosi tra le malattie croniche ed invalidanti ex art.
5 D.Lgs.
124/98 (come suggerito anche dal Direttore dell’ASSR) e favorirne il suo inserimento stabile tra gli obiettivi prioritari di prevenzione del SSN.
In considerazione della carenza di dati epidemiologici, il Ministero della salute dovrebbe inserire gli studi sull’epidemiologia e la prevenzione dell’osteoporosi tra i settori principali della ricerca biomedica e sanitaria ai sensi dell’art.
12bis del D.Lgs n.
229 del 1999 e valutare la possibilità di una raccolta ad hoc di dati statistico – epidemiologici, anche attraverso l’istituzione di registri nazionali delle “prime fratture”, sistema già utilizzato per [...]

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