PACIFICAZIONE

Dopo 63 anni dalla fine della guerra civile in Italia si parla ancora di pacificazione ma sembra impossibile raggiungerla.
Altre nazioni hanno raggiunto una pacificazione in pochi anni ma noi niente.
Un ex senatore partigiano rinomato (anche se è passato ai partigiani tramite la San Marco) scrive che non ci può essere pacificazione se le istituzioni tutte non diventano espressione coerente dell'antifascismo e della resistenza.
Praticamente vi può essere pacificazione solo se gli ex fascisti diventano ardenti antifascisti.
inoltre è impossibile parificare i fascisti della RSI con i partigiani.
Naturalmente la risposta dei combattenti della RSI è che gli ideali per cui hanno combattuto non sono in vendita e ancor più loro, combattenti di un esercito regolare, non vogliono essere parificati a chi combatteva non rispettando le Convenzioni Internazionali di Ginevra o dell'Aia e che spesso non aveva in mente la libertà dell'Italia ma quella di diventare schiavo di Stalin o vassallo delle potenze anglosassoni.
Per giungere ad una vera pacificazione bisogna riconoscere che durante la guerra civile i valori delle due parti in campo erano profondamente differenti a causa delle condizioni mondiali del momento.
Bisogna poi riconoscere che adesso le condizioni mondiali sono completamente mutate e che quindi non vi sono più le ragioni della guerra civile.
Gli Italiani che si combatterono erano figli di una unica Patria e nella loro maggioranza erano in buona fede per cui dimentichiamo  il male fatto ed esaltiamo soltanto il bene fatto e gli eroismi compiuti, riscoprendo tutta la storia con le sue incontrovertibili glorie.
Solo allora vi sarà pacificazione senza pretese di ridicole abiure o stupidi sdoganamenti. 

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