PALERMO: ARRESTO DEPUTATI, CIBO DESTINATO AI POVERI USATO COME MERCE ELETTORALE

27 maggio 2015 Il pane, il formaggio, la pasta, destinati ai poveri di Palermo usati come merce di scambio elettorale.
Un pacco di pasta, un voto.
Pasta tolta, però, dalla tavola degli indigenti di Palermo.
È degli «squallidi» retroscena, come li definiscono gli investigatori, dell’operazione ‘Agorà’, condotta dalla Polizia valutaria della Guardia di Finanza di Palermo, guidata dal colonnello Calogero Scibetta, che all’alba ha portato all’arresto di cinque persone, tra cui due deputati regionali in carica e persino un finanziarie.
Come emerge dall’inchiesta, coordinata dalla Dda di Palermo, uno dei personaggi principali dell’indagine, Giuseppe Bevilacqua, aspirante consigliere comunale di Palermo, tra gli arrestati di oggi, in concorso con la compagna, Anna Ragusa, avrebbe fatto soldi vendendo il cibo destinato agli indigenti dal «Banco delle Opere di Carità».
In altre parole vendeva ai poveri cibo che spettava a queste persone gratis.
«Mentre il parmigiano lo teneva per se…», dicono le Fiamme Gialle.
Bevilacqua era incaricato dall’Agenzia Governativa per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) di distribuire il cibo acquistato con i finanziamenti dell’Unione Europea.
Come spiegano gli inquirenti, Bevilacqua avrebbe organizzato un vero e proprio mercato nero dei prodotti a Bagheria (Palermo).
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