PAPA FRANCESCO, AMATO DAL POPOLO E STIMATO DAI TESTIMONI PIU' ILLUMINATI

Da Enzo Bianchi al Nobel Perez Esquivel, da Leonardo Boff a Hans Kung, da Alex Zanotelli ad Albino Bizzotto, tanti fra i testimoni più illuminati del mondo cattolico, del pacifismo e dell'impegno sociale parlano benissimo del nuovo Papa, difendendolo anche dalle accuse di essere stato connivente con i generali argentini.
Non lo ama solo il popolo argentino, con cui ha sempre condiviso tanto (compresi gli scomodi viaggi in metropolitana, nella foto), ma anche l'intellighentia progressista.
Qualcosa vorrà dire. Riporto sotto il parere di un missionario bassanese, Giuseppe Stoppiglia, attivo a lungo in Sudamerica e noto per il suo impegno solidale per i poveri. SIAMO DI FRONTE A UNA SVOLTA...Tante amiche e tanti amici, sapendo della mia frequentazione in Sud America, negli ultimi 36 anni, da ieri sera mi stanno, puntigliosi, chiedendo su cosa penso e se conosco il Nuovo Papa, FRANCESCO. Prima di tutto dal Conclave esce sconfitta la lettura della storia e dei segni dei tempi di alcuni vescovi e cardinali italiani.
Poi mi sono dato alcune chiavi di lettura. E’ un Papa latino/americano.
Questo mi rende felice.
Un segno che l’eurocentrismo della Chiesa è finito e il Nord del mondo non è più centrale nelle categorie universali, come il senso di Dio, del sentimento religioso, dello spazio, del tempo, del senso della vita e della sua pluralità.E’ un gesuita, figlio spirituale di Pedro Arrupe, Priore Generale e grande interprete del Concilio Vaticano II.
L’elaborazione teologico/biblica della scelta per una chiesa povera, vivendo coi poveri, ha tracciato una linea chiara, dove hanno camminato il card.
Martini e i tanti teologi del Centro e del Sud America( alcuni barbaramente uccisi) e ha messo in serie difficoltà il Pontificato di vari Papi, ( da Paolo VI a Giovanni Paolo II) .
E’un vescovo riformista e non un rivoluzionario.
E’ un vescovo che ha fatto l’opzione personale di povertà, (vita semplice, senza esteriorità, essenziale e confuso fra le gente nei suoi viaggi.
E’ un vescovo pastore che ha dato e dà la priorità ai poveri E’ un vescovo mite, ma duro nella difesa dei valori umani fondamentali (giustizia e pace). Appoggia i preti di confine, come me, con quelli cioè ignorati dalla gerarchia e che hanno scelto di stare coi deboli, con le donne povere oppresse, i bambini di strada. La scelta di chiamarsi Francesco, il poverello d’Assisi, è una sfida per se stesso e per la Chiesa, incapsulata e corrotta, piena di orpelli e pure distratta di fronte alla sofferenza umana.
Penso che abbia una [...]

Leggi tutto l'articolo