PD, UN PARTITO SENZA VOGLIE.Dopo gli anni rivoluzionari di Renzi, scelta la normalità, la quiete.

Leggo continuamente di proteste di elettori e iscritti Pd contro il nuovo segretario Pd, Nicola Zingaretti. Errore. È stato eletto con una larghissima maggioranza e con buone ragioni. Dopo i lunghi anni renziani durante i quali il Pd era stato chiamato a sfidare il mondo, con Zingaretti è stata scelta la quiete, la normalità.
Laura Betti e il poeta Franco Fortini, canterebbero di un partito “senza voglie” e di “voglie senza sbagli”: via la vocazione maggioritaria, i poveri saranno protetti, i ricchi un po’ redarguiti, con i 5 stelle si vedrà (mica sono tutti cattivi), i sindacati abbracciati come bravi compagni di viaggio, nessuno sarà escluso, tutti avranno un posto vicino al comandante in capo.
La rivoluzione, se quella renziana questo voleva essere, è finita. Non a caso lo stesso Renzi ha inaugurato uno dei suoi periodi Zen: che accada quello che deve accadere.
Il popolo Pd ama soprattutto due cose: stare insieme e sentirsi un po’ migliore rispetto al resto del mondo. Zingarett...

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