PDL: ALTRO CHE PRESIDENZIALISMO, CI VUOLE UN CONGRESSO!

Ho seguito con molta attenzione la conferenza stampa tenuta da Alfano e Berlusconi nei giorni scorsi, e devo ammettere, che la trepidante attesa per la tanto preannunciata “proposta del secolo” è andata delusa certamente nel merito ma soprattutto per le modalità.Chi è che non è d’accordo con l’elezione diretta del Capo dello Stato? Lo diciamo e sosteniamo da anni, in parlamento giacciono decine di proposte di merito, così come hanno rilevato un poco tutti gli organi di stampa, eppure nessuna ha mai visto il ben che minimo barlume di luce.
E non possiamo certo credere che sia Alfano che Berlusconi fossero talmente ingenui da confidare nel favorevole accoglimento della proposta da parte di tutte le altre forze politiche.
Da appassionato militante, però, provo forte delusione in particolare per come ci è stata propinata la soluzione per il rilancio del Popolo della Libertà.
 Intanto le sorti del partito all’indomani di una grave sconfitta elettorale non si sollevano certo con la proposta di una riforma costituzionale, queste si avanzano quando si è in salute non quando si è moribondi.
Ma in ogni caso è stata l’ennesima operazione di vertice che testimonia una volta di più la distanza intercorrente tra la testa e la base del partito.
Quando si perde in malo modo come alle ultime amministrative significa che qualcosa non è andata per il verso giusto, significa che i nostri elettori non ci hanno rinnovata la fiducia, vuol dire che la nostra gente ci ha voltate le spalle, da qualche parte si è sbagliato.
Una comunità ha il dovere di interrogarsi suoi propri errori, di riflettere e dibattere, alla ricerca di un rilancio partendo proprio da dove si è fallito.Una comunità umana e politica organizzata in partito avrebbe convocato immediatamente un congresso, avrebbe chiamato a raccolta dirigenti e militanti ed avrebbe avviata una seria discussione per valutare il percorso fatto e i suoi esiti ed ancor di più per delineare quello da fare.
La proposta politica di rilancio, poi, sarebbe venuta fuori dai lavori congressuali quale naturale conseguenza.
Invece si è preferito non tenere conto dei messaggi che vengono dal territorio e si è andati in televisione ad annunciare una improbabile riforma costituzionale pur facilmente immaginando che avrebbe sortito l’effetto esattamente contrario a quanto apertamente auspicato.
Sin dalle ore immediatamente successive alla conferenza stampa, infatti, è stato chiaro che la proposta di Alfano e Berlusconi non passerà mai e lo hanno detto a chiare lettere [...]

Leggi tutto l'articolo