PEDOFILIA, PARLA LA VITTIMA

Pedofilia, parla una vittimada QUADERNICORSARI • 27 MARZO 2013   Merita di essere letto con attenzione il commento che una vittima di pedofilia ci ha inviato dopo aver letto un articolo dedicato alle considerazioni dello psichiatra Andreoli sul tema “la pedofilia come malattia”.
Se sia malattia o semplice perversione, interessa ai medici.
Di interesse generale invece l’ovvia constatazione che il pedofilo commetta un reato orribile.
Il Parlamento italiano, durante l’ultimo governo Berlusconi, ha tentato di depenalizzare anche reati di questo tipo, suscitando enorme indignazione.
Era un evidente tentativo di dare ancora una volta un aiuto ai problemi dello Stato confinante, Città del Vaticano, cui rispondono non pochi cittadini italiani, i quali però, in quanto cittadini, sono uguali davanti alla legge.
Non è anticlericalismo affermare l’uguaglianza dei preti, come di tutti i cittadini, davanti alla legge.
La vittima di pedofilia parla del crimine in generale, e al termine riferisce di una strana teoria di don Bof, esposta durante un convegno a Savona: un vescovo, secondo don Bof, considera un prete come un figlio, quindi non lo denuncerà.
Un figlio maggiorenne, però, va aggiunto, non è sotto tutela dei genitori né di altri ed è totalmente responsabile delle proprie azioni.
Aiutare un criminale pericoloso non denunciandolo è un reato, un atto di complicità o omertà.
Da vittima voglio sfatare il mito del bambino che diventa vittima perché non amato… al contrario spesso i pedofili si approfittano dell’amore incondizionato dei genitori e abilmente si accattivano la fiducia di questi ultimi specie se sono persone non particolarmente agiate e che quindi in qualche modo si sentono in colpa per non poter offrire ai figli vacanze, passatempi e istruzione adeguati POI VA BENE “CURIAMOLI”, MA PENSIAMO PRIMA AI BAMBINI , persone non ancora sessualmente mature che vengono “oltraggiate” ( il termine non rende l’idea di quello che succede veramente ad un bimbo quando non scopre spontaneamente la propria sessualità) e allora è un dovere fare segnalazioni di sospetti di abuso (sessuale psicologico fisico …..) su minori agli organi preposti anche quando non si hanno certezze sulle responsabilità, ma solo sospetti che un minore sia abusato per qualsiasi motivo.
Esistono gli organismi preposti a verificare le situazioni, come telefono azzurro, alcuni dipartimenti dei servizi sociali e non ultimi polizia e carabinieri….
questo per tutelare in primis i bambini che possono così essere seguiti da [...]

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