PER PAPA FRANCESCO COSI' COME PER PAPA BENEDETTO XVI, TROVARE GESU' FUORI DALLA CHIESA NON E' POSSIBILE

Chissà come saranno in affanno coloro che dopo la elezione di Papa Francesco pensavano che le “idee ratzingeriane” sarebbero state spazzate via.
Chissà che hanno pensato quando per tre quattro volte di seguito Bergoglio ha ripetuto che “ Trovare Gesù fuori della Chiesa non è possibile”, o che la tentazione è “ di cercare altre porte o altre finestre per entrare nel regno di Dio”, dove invece “si entra soltanto da quella porta che si chiama Gesù”, da quella porta che ci conduce su “una strada che si chiama Gesù e ci porta alla vita che si chiama Gesù.
Tutti coloro che fanno un’altra cosa — dice il Signore — che salgono per entrare dalla finestra, sono “ladri e briganti”.
Sono i principi della Dichiarazione Dominus Iesus “Circa l’unicità e la universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa” che nel 2000 suscitò feroci critiche al Papa e all’allora Prefetto della dottrina della Fede Joseph Ratzinger che l’aveva firmata.
Nelle omelie del mattino che ogni giorno conquistano spazio nei giornali Papa Francesco parla da parroco.
Questo significa che molte delle letture “politiche” dei pensieri del Papa sono piuttosto forzate.
In effetti nelle omelie che Bergoglio con parole semplici ed immagini popolari c’è soprattutto catechismo.
Quello quotidiano che serve per formare le coscienze, piuttosto che indicare azioni di “governo”.
Uno degli insegnamenti più belli è proprio quello sulla Chiesa e su Gesù.
Così il Papa spiega che “L’identità cristiana è un’appartenenza alla Chiesa, perché tutti questi (gli apostoli) appartenevano alla Chiesa, alla Chiesa Madre, perché trovare Gesù fuori della Chiesa non è possibile.” Nella Dominus Iesus si legge: “Deve essere fermamente creduto che la Chiesa è necessaria alla salvezza.
Infatti solo Cristo è il mediatore e la via della salvezza".
Papa Francesco poi spiega che cosa è la Chiesa: “Ma cosa è questa Chiesa? questa nostra Chiesa, perché sembra che non sia un’impresa umana, ma un’altra cosa”.
La risposta è ancora una volta nel Vangelo, nel quale Gesù “ci dice una cosa che forse può illuminare questa domanda: “Chi crede in me, non crede in me ma crede in Colui che mi ha mandato””.
Il giorno della festa di San Giorgio, suo patrono, il Papa ha celebrato la messa nella Cappella Paolina insieme ai cardinali presenti a Roma.
Le parole che hanno concluso la sua riflessione sono illuminanti: “Avanti, portando il nome di Gesù nel seno della Santa Madre Chiesa, come diceva Sant’Ignazio [...]

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