PERCHE' LA SCIENZA NACQUE CRSTIANA

  I Paesi musulmani più importanti stanno or­mai da decenni attuando uno sforzo con­certato per portarsi in pari con la tecnolo­gia e la scienza occidentale, e non a caso nien­te sta più a cuore ad Israele del mantenimento di una superiorità scientifica e tecnologica in­sormontabile rispetto ad ogni e qualsiasi pae­se musulmano.
Ma i musulmani non possono ignorare che né la scienza né la tecnologia (di cui hanno un grande bisogno per sfruttare le lo­ro vaste risorse petrolifere) sono state prodot­te dai musulmani, anche se questo fatto non causa grande imbarazzo al tipico intellettuale musulmano, il quale preferisce sottolineare l’a­buso della scienza fatto dagli occidentali, at­traverso il suo utilizzo come strumento di co­lonizzazione e dominazione economica.
Da questo punto di vista la reazione degli indù moderni è molto diversa.
Alcuni fra loro, Neh­ru ne fu un esempio, hanno cercato di trovare le ragioni per cui la scienza non è nata nella lo­ro terra.
Costoro non trovano niente di meglio (e in questo sono simili ai cinesi da due gene­razioni sotto l’indottrinamento marxista) del­l’affermare che un’alba democratica fu segui­ta da un sistema feudale di produzione.
Sia gli Indù che i cinesi dovrebbero leggere attenta­mente i loro antichi testi, sia sacri che filosofi­ci, per rendersi conto della vacuità di simili scu­se.
Tutti quegli scritti testimoniano una visio­ne del mondo panteista e organicista dove tut­to si ripeteva ciclicamente ed era guidato da strane volizioni.
Lo stesso era il caso per gli an­tichi Egizi e Babilonesi e perfino per gli antichi greci.
Quanti hanno per passatempo l’immaginare diversi corsi della storia dovrebbero considerare uno scenario che comincia con un Copernico indù o un Newton cinese.
Tali scenari ed altri simili si possono ipotizzare per tutte le culture dell’antichità, ma specialmente per quella indù e cinese, le sole a sopravvivere nei tempi mo­derni come potenze politiche di prima gran­dezza.
Il caso della civiltà musulmana è diver­so, in parte perché, in confronto con le altre culture citate è un po’ una nuova venuta sul palcoscenico della storia.
È inoltre importan­te, notare il fatto che c’è nel Corano una co­smologia che, anche se parzialmente animista, non è certamente ciclica.
Il Corano è totalmente allineato con la visione biblica del cosmo co­me qualcosa che è iniziato con la creazione di tutto, e che sta procedendo in linea retta verso una consumazione assoluta, la cui venuta nien­te può fermare.
Come la [...]

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