PESCA, COOPERAZIONE RICORDA A UE PROMESSE SU FONDI PAC

Che fine hanno fatto i 600 milioni di euro che il Commissario Borg voleva destinare alla pesca utilizzando i fondi non spesi per la Pac? "Questo l'interrogativo retorico che i presidenti Buonfiglio (AGCI Agrital), Coccia (Federcoopesca - Confcooperative), Ianì (Lega Pesca) rivolgono al Commissario dell'Unione europea in merito all'impiego dei fondi non utilizzati nell'ambito della Politica Agricola Comune.
E’ noto che i fondi verranno dirottati su trasporti e fonti energetiche, settori colpiti da un crisi che affligge con eccezionale gravità anche il comparto ittico, con una redditività in calo verticale (-25% dai primi anni ’90) e un tracollo occupazionale di oltre 25mila imbarcati negli ultimi 10 anni.
Dei 600 milioni di euro che il Commissario Borg ha più volte solennemente annunciato come contributo straordinario per fronteggiare il caro gasolio e il sovrasfruttamento delle risorse, non ultimo in occasione della CCPA (Commissione Consultiva pesca e acquacoltura) di dicembre, ben 60 milioni di euro erano destinati all'Italia – sottolineano le Associazioni.
"Se - proseguono Buonfiglio, Coccia e Ianì - gli altri settori non ridono, la pesca certo piange lacrime amare.
Alla crisi economica si aggiunge il maltempo che blocca in porto i nostri operatori e crea danni ingenti a strutture portuali, imbarcazioni e impianti di acquacoltura, come dimostrano le devastazioni subite, ad esempio, dal Lazio e dalla Calabria.
E’ un momento drammaticamente emergenziale anche per il settore che, secondo i tre presidenti, "richiede da parte dell'Unione europea investimenti e non solo sanzioni o un fitto reticolo di norme, spesso di difficile applicazione, per chi è chiamato a rispettarle, ma anche a farle rispettare".
Dall'Unione europea, quindi, il settore si aspetta molto.
"Ci auguriamo - concludono Buonfiglio, Coccia e Ianì - che alle belle parole spese a sostegno della pesca, facciano seguito azioni concrete.
Basterebbe coinvolgere efficacemente le rappresentanze di categoria per avviare anche per la pesca gli interventi straordinari che la crisi impone e che sono stati garantiti per tutti gli altri settori, primari e non”.

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