PETROLIO A VENTOTTO USD

Sarebbe opportuno ci meravigliassimo della "meraviglia" degli analisti economici.
Il mercato recede su posizione di palese e manifesta crisi.
Le perdite in serie delle Borse Asiatiche, certificano l'andamento pessimo della produzione mondiale.
La diminuita richiesta di fonti energetiche, in primis il petrolio, ha generato il calo del valore del barile a parità dei livelli di estrazione.
Nell'OPEC non si è verificata quella unità di intenti tipica di questo "cartello".
Le sette sorelle proseguono in ordine sparso ed il mercato è quindi libero di fluttuare.
L'ingresso dell'IRAN, a seguito del venire meno dell'embargo, contribuirà (psicologicamente ha già contribuito) ad un sostanziale aumento del greggio disponibile.
Anche il "brent" avverte la crisi e traccheggia in difficoltà.
E' triste da evidenziare, ma il nostro MONDO è condizionato dal petrolio in modo determinante.
Mi torna alla mente, un vecchio film con interprete Robert Redford: I tre giorni del Condor, ove un analista dedito per contratto alla lettura per conto della CIA di pubblicazioni e libri, segnalava un vago pericolo dipendente da una eventuale crisi dei mercati a seguito della perdita di controllo da parte dell'Occidente, delle fonti di estrazione.
Le ultime guerre, si sono verificate proprio per questa semplice (a ben vedere) motivazione.
La guerra del Kuwait, l'attacco all'Irak ed il fenomeno Isis attuale, trovano giustificazione economica nel controllo del traffico di stupefacenti e dei pozzi petroliferi.
L'altra "guerra" di tipo economico, la si combatte da tempo, sul piano del "dumping" e dello sfruttamento di intere popolazioni prive di diritti.
La crisi cinese è conseguenza della crisi dei mercati Occidentali.
La DOMANDA "a picco" e la deflazione, hanno distrutto l'equilibrio del mercato mondiale, tanto da costringere il gigante asiatico a preoccuparsi del mercato interno con l'intento di farlo crescere a compensare la riduzione del dato percentuale relativo alle esportazioni.
In questo totale marasma, fa specie la notizia secondo la quale, l'UE starebbe ipotizzando l'applicazione di un balzello sulla benzina a coprire i costi conseguenti alla accoglienza dei migranti.
Non c'è veramente limite al peggio.
Possiamo consolarci (sigh), evidenziando i dati relativi al PIL programmatico, vera scienza occulta e propagandistica al servizio dei Governi in bilico.
Mi sono convinto che il dato relativo al PIL sia POST, ovvero lo si possa analizzare solo a distanza di tempo e non lo si possa prevedere se non collegandolo ad interventi di alleggerimento [...]

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